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  • saggio breve sul risorgimento

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andrewplaymaker
andrewplaymaker - Erectus - 81 Punti
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ragazzi mi serve 1 saggio breve: il tema il risorgimento e il titolo è: Eran trecento, erano giovani e forti e sono morti/ con occhi azzurri e coi capelli d'oro/ un giovin camminava innanzi a loro.

Aggiunto 4 minuti più tardi:

si il titolo era risorgimento e infatti ho aggiustato...! come temi ci siamo...la prof ha anke suggerito di prendere in considerazione il fatto ke erano giovani e morivano per la patria senza paura! è 1 saggio da portare x fine novembre c'è molto tempo ancora...cerco 1 po' di aiuto :D

Aggiunto 1 giorni più tardi:

Certo ke premierò la migliore...ke al momento è di coltina! xò dato ke ho tempo attendo altro...! :D

Aggiunto 1 giorni più tardi:

nessuno ke lo possa fareeee???
coltina
coltina - Genius - 11961 Punti
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ok, il titolo era sbagliato allora...saggio breve sul Risorgimento!

http://storiainstrosenberg.wetpaint.com/page/Il+Risorgimento+italiano
qui molto materiale.
Visto che il titolo cita la Spigolatrice di sapri io punterei sul dire che i patriotti erano mossi da vero ardore per l'unità.
che il loro era un ideale che non aveva nulla a che fare con il potere e la politica
che inoltre l'unità è stata fatta da 4 gatti, che la gran parte della popolazione l'ha subita.

shakira98
shakira98 - Ominide - 28 Punti
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Solitamente si considera il Medioevo un'epoca chiusa al rinnovamento: in realtà esso «ha vita, colore, movimento, […] afferma la sua genialità creativa nel campo dell'arte, della letteratura, delle istituzioni». Proprio nell'ambito di questi campi, infatti, si verificò quella grande rivoluzione che viene definita con il nome di “Rinascimento”. L'idea di “Rinascimento” venne proposta da Giorgio Vasari (1511-1574) nelle sue “Vite de' più eccellenti pittori, scultori ed architettori”. In seguito lo storico svizzero Burckhardt, con il suo scritto “La civiltà del Rinascimento” del 1860, descrisse «il Rinascimento come una sorta di età dell'oro della cultura, l'epoca in cui si formarono la mentalità moderna, il concetto di individuo e l'idea di stato», gettando dunque le basi per l'avvio dell'Italia alla modernità, processo che era già in corso nei futuri stati nazionali come Francia ed Inghilterra. Il rinnovamento culturale e scientifico iniziò nel XV secolo proprio in Italia, dove uno dei centri principali fu Firenze, grazie all'intervento di Lorenzo de' Medici che finanziò pittori e scultori (come Michelangelo Buonarroti), accreditandosi «un'immagine di uomo di stato e di lettere saggio, magnanimo, liberale», per poi diffondersi in tutta Europa. Nella scienza, nella teologia, nella letteratura, nell'arte, il Rinascimento iniziò con la riscoperta di testi greci e latini conservati nell'Impero Bizantino e nei principali monasteri europei, testi che, una volta scoperti, incoraggiarono tutta una serie di nuovi studi ed invenzioni nel secolo successivo. Una delle rotture più significative con la tradizione si produsse nel campo della storia. Gli storici, tra i quali furono insigni gli italiani Machiavelli e Guicciardini, abbandonarono la visione dei medievali, legata a un concetto di tempo segnato dall'avvento di Cristo, per sviluppare un'analisi degli avvenimenti che ha origine da una concezione laica e dall'atteggiamento critico verso le fonti. Il Rinascimento fece inoltre notevoli progressi nel campo della medicina e dell'anatomia, scienze per le quali venne redatta anche, tra il XV e il XVI secolo, la prima traduzione delle opere di Ippocrate e Galeno, che incoraggiarono lo studio della sperimentazione medica e dell'anatomia umana. C'è da dire però che «la scienza era ancora confusa con la magia: non vi era, per esempio, una chiara distinzione tra l'astrologia e l'astronomia», altro campo nel quale si ebbero delle significative scoperte, come quella dell'universo eliocentrico di Niccolò Copernico. In campo tecnologico, l'invenzione della stampa a caratteri mobili nel XV secolo da parte di Gutenberg rivoluzionò la diffusione del sapere e la circolazione delle informazioni.

Aggiunto 2 minuti più tardi:

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Me ne andavo un mattino a spigolare
quando ho visto una barca in mezzo al mare:
era una barca che andava a vapore,
e alzava una bandiera tricolore.
All’isola di Ponza si è fermata,
è stata un poco e poi si è ritornata;
s’è ritornata ed è venuta a terra;
sceser con l’armi, e noi non fecer guerra.

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra,
ma s’inchinaron per baciar la terra.
Ad uno ad uno li guardai nel viso:
tutti avevano una lacrima e un sorriso.
Li disser ladri usciti dalle tane:
ma non portaron via nemmeno un pane;
e li sentii mandare un solo grido:
Siam venuti a morir pel nostro lido.

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Con gli occhi azzurri e coi capelli d’oro
un giovin camminava innanzi a loro.

Aggiunto 1 minuti più tardi:

Mi feci ardita, e, presol per la mano,
gli chiesi: - dove vai, bel capitano? -
Guardommi e mi rispose: - O mia sorella,
vado a morir per la mia patria bella. -
Io mi sentii tremare tutto il core,
né potei dirgli: - V’aiuti ‘l Signore! -

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Quel giorno mi scordai di spigolare,
e dietro a loro mi misi ad andare:
due volte si scontraron con li gendarmi,
e l’una e l’altra li spogliar dell’armi.
Ma quando fur della Certosa ai muri,
s’udiron a suonar trombe e tamburi,
e tra ‘l fumo e gli spari e le scintille
piombaron loro addosso più di mille.

Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!
Eran trecento non voller fuggire,
parean tremila e vollero morire;
ma vollero morir col ferro in mano,
e avanti a lor correa sangue il piano;
fun che pugnar vid’io per lor pregai,
ma un tratto venni men, né più guardai;
io non vedeva più fra mezzo a loro
quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro.
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!

Aggiunto 51 secondi più tardi:

commento Questa poesia di Luigi Mercantini rievoca uno degli episodi risorgimentali che maggiormente suggestionarono l'animo e la fantasia popolari. Qui è raccontata la spedizione di Carlo Pisacane del 1857 a Sapri, nel tentativo di sollevare la popolazione contro i Borbone. Purtroppo la sortita di Pisacane falli nella diffidenza se non nell'ostilità e per la diffusa ignoranza della gente, ancora alle prese con elementari problemi di sopravvivenza e incapace di cogliere i valori e gli alti ideali della spedizione di Pisacane. La vicenda "è vista" dalla parte di una spigolatrice del luogo e quindi anche il linguaggio assume un'introduzione "popolaresca" ed enfatizza epicamente tutto l'avvenimento.

Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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Ricordati di premiare la risposto migliore...

Aggiunto 1 giorni più tardi:

risposta....
crema96
crema96 - Erectus - 56 Punti
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http://www.liceomagistralecastelvetrano.it/risorgimento_abate_bonanno_bianco.pdf
hakunamatata
hakunamatata - Sapiens Sapiens - 1405 Punti
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spero ke quì ti poxa aiutare!!!!http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20101108002719AAjcFsj
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