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  • Riassunto "Storia di un menestrello"

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mateosheshi
mateosheshi - Eliminato - 48 Punti
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Ciao a tutti mi potreste fare il riassunto di questo brano per favore?

In quel mattino di luglio ancora fresco ma già luminoso Aldo si tirò a sedere guardingo,stropicciandosi un braccio che aveva tenuto ripiegato nel sonno in modo innaturale e adesso faceva sentire la sua formicolante protesta.
Durante(un frate) dormiva ancora e russava come un orso.Anche tutti gli altri dormivano,tranne i due con la faccia infelice incaricati di montare la guardia.Ma Martino(il menestrello) non c'era.E nemmeno la sua coperta.Allarmato,Aldo lanciò subito lo sguardo in direzione di Cantore(l'asino di Martino) e si tranquilizzò:il somaro era ancora al suo posto,e quindi l'amico non poteva essere lontano.Si infilò le scarpe e annodò i lacci di cuoio che le stringevano alle caviglie.Erano stivaletti di pelle morbida rivoltata e Aldo ne andava fiero.Poi si alzò senza far rumore e si accorse dei rami spezzati,delle tracce nell'erba.Tese l'orecchio.Nel silenzio si riusciva a distinguere un rumore di cascatella,dell'acqua che scorreva lì vicino.Aldo sorrise:ecco dov'era andato Martino! A lavarsi,con ogni probabilità. Be',lo avrebbe raggiunto subito. Prima che tutti gli altri si svegliassero e si precipitassero al ruscello. Un bel bagno,perchè no? Sembrava un'ottima idea.
Si avviò calpestando le foglie cadute,scostando i rami bassi ,guidato dal rumore dell'acqua,sempre più distinto,sempre più argentino. Poi non ci furono più alberi,solo erba verde,e vide il ruscello,e vide l'incantevole cascata.
Dalla roccia massiccia cadeva un fiotto d'argento,raccolto in un anfratto simile a una nicchia naturale scavata dall'erosione dell'acqua. Saltellava come un daino impazzito,rimbalzava ora su una asperità,ora su un sasso,scorreva in un rivolo ordinato per poche spanne e di nuovo spiccava il balzo fino al gradino più basso. Qua e là il grigio e il rossastro della roccia erano ricoperti di una patina verdastra di muschio. C'era odore di fresco,di bosco,di buono. Ai piedi della roccia, il torrentello si raccoglieva in una pozza limpida e tondeggiante,dalla quale si dipartiva un nuovo rivolo,molto sottile e profondo,come un fossatello.
Intorno all'acqua,i colori della natura s'inverdivano di nuovo vigore. Il giallo e l'oro che Aldo aveva ammirato in altri luoghi,zone più aride,di una bellezza diversa,si arrendevano qui allo smeraldino,al verde tenero,a tinte più lucide,più boschive.
Poi vide Maritno,che doveva essersi appena rivestito e si strofinava vigorosamente la testa bagnata e avvolta in un panno bianco che gli faceva da asciugamano.
Gli corse accanto saltando d'un balzo il torrentello e gli fu alle spalle. Tutto preso nell'operazione,il menestrello non lo sentì,non si accorse della sua presenza se non all'ultimo istante.
-Martino,buongiorno!-gridò Aldo tutto allegro.
-Ah!-con un'esclamazione di spavento,il trovatore si girò di scatto,gli occhi dilatati,e lasciò andare il panno bianco,che cadde sull'erba.
Una cascata di capelli neri ancora umidi gli cadde sulle spalle. Aldo si ritrovò a fissare quel volto pallido e regolarissimo incorniciato dalla chioma nera fluente,lunga fin quasi alla vita,quegli occhi ingranditi dalla sorpresa e dallo spavento,e gridò anche lui,di sorpresa identica,anche se dettata da ben altro motivo.
-Ah!-gridò infatti,e quasi fece un passo indietro.Non poteva sbagliare. Lo spavento aveva tolto ogni maschera al menestrello. Ora sapeva. Ora capiva. I capelli lunghi e sciolti,quell'esclamazione strappata dalla paura e pronunciata con la sua vera voce-non aveva avuto il tempo,il modo di cambiarla,in un momento simile-quello stare lì immobile a fissarlo,gli occhi dilatati e la mano destra sul petto,un po' in alto,vicino alla gola,in un gesto così inequivocabilmente femminile...come femminile era la voce,e i lineamenti,e tutto il resto..
-Oddio!-esclamò Aldo.-Come ho fatto a non capirla prima? Sei una ragazza!
Lei allungò la mano e gli appoggiò le dita leggere sulle labbra ,gli occhi sempre più spaventati.-Taci! Taci,Aldo,se mi sei amico!
Lui annuì.-Calma...se non vuoi,non rivelerò il tuo segreto.
Rapida,la menestrella afferrò il berretto appoggiato sull'erba,si piegò avanti,avvolse rapida i lunghi capelli in una specie di treccia ritorta,stringendoli forte perchè occupassero meno spazio possibile,e calzò decisa il berrettone. Poi si risollevò e recuperò anche il panno con il quale si era asciugata.
-Allora non ti chiami Martino-cominciò Aldo,incuriosito.
-Mi chiamo Martina. Ma tientelo per te-. La ragazza aveva già recuperato il suo solito sangue freddo.
-E perchè ti fai passare per un ragazzo?
Lei alzò le spalle.-Ho già abbastanza guai così-replicò concisa.-Quando una ragazza come me resta sola al mondo,l'unica maniera per non finire male è fingersi un maschio.
Aldo la guardava ,e man mano sentiva crescere dentro una smisurata ammirazione per l'amica.-Così te ne vai in giro tutta sola...e non hai paura?
-Paura di che? Sono un menestrello.Giro e canto. Guadagno abbastanza da sopravvivere. A volte alla gente le mie composizioni piacciono. Allora mi trovo bene. Se un oste vuole che rallegri i clienti della sua locanda,è facile che mi offra da mangiare e a volte anche da dormire. Giro,sono libera,vedo posti,conosco gente-. Lo fissò dritto negli occhi,e il suo sguardo si era fatto duro e triste.-Quale sarebbe l'alternativa? Sono rimasta senza genitori. Mio padre faceva il menestrello,come me. Ma una donna che a quei tempi frequentava le locande godeva di una pessima reputazione. Aldo arrossì senza volerlo alla franchezza di linguaggio dell'amica. Gli sembrava un'altra persona,adesso. Non era abituato a parlare con le ragazze. E tutte quelle cose che sembravano naturali e cameratesche quando pensava che fosse un maschio come lui adesso gli parevano decisamente fuori posto.
-Ma...dovevi proprio fare il menestrello?
Martina si strinse nelle spalle.-Che altro? Ho cercato lavoro...potevo solo ottenere un posto di serva. Passare tutta la vita a servire qualche famiglia,a pulire i pavimenti e a fare il bucato,a prender botte e mangiare come i cani..,peggio che in galera-. Si guardò intorno e sospirò profondamente,come se volesse riempirsi i polmoni di aria fresca e pulita.-Qui sono libera. Riesci a capire?-Scosse subito la testa,scoraggiata.-No,non credo che tu possa. Sei un ragazzo,la vita per voi è diversa.
-E quanto pensi di poter continuare la tua finzione?
-Per sempre,se necessario.
-Ma tu sei una donna!
-Io sono una persona che vuole vivere la sua vita. Se per riuscirci devo fingermi un uomo,bene,lo farò-. Si calcò meglio il berretto ed ebbe un sorriso un po'amaro.-Forse prima o poi anche alle donne sarà permesso di vivere in pace.
Aldo aggrottò le sopracciglia.-Le donne vivono perfettamente in pace-obiettò.-Hanno tutti i vantaggi. Vengono difese e protette e tutto quanto...
tutti i vantaggi. Vengono difese e protette e tutto quanto...
Martina lo guardò come se volesse morderlo.-Tieniti da conto il tuo elenco di informazioni sulla bella vita delle donne per qualcun altro-rispose,inferocita.-Ha ancora da nascere da nascere un uomo,tutore o marito o fratello,che possa difendere e proteggere Martina!

.anonimus.
.anonimus. - Tutor - 45016 Punti
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Guarda l'elaborato è perfetto così ;)
Vedi che è sempre meglio chiedere una bozza, perchè spesso si chiede aiuto quando si è in grado di svolgere da soli la richiesta ;)

ciao Laura!
.anonimus.
.anonimus. - Tutor - 45016 Punti
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Non è difficile, devi solo capire il succo del discorso,ovverosia di cosa tratta il brano e riassumerlo brevemente. Prova a farlo, facci vedere una tua bozza e solamente dopo la possiamo rivedere insieme ;)
ciao Laura!
mateosheshi
mateosheshi - Eliminato - 48 Punti
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Ok ci proverò però almeno aiutatemi a correggere gli errori!
Io vi scriverò il riassunto e proveremo a correggerlo insieme va bene?
;)

Aggiunto 50 minuti più tardi:

Ecco il riassunto!

Aldo,svegliatosi prestissimo,mentre tutti dormono ancora,si accorge dell'assenza di Martino;vestitosi silenziosamente,si allontana verso una cascatella dove pensa che l'amico stia facendo il bagno.
Guidato dal rumore dell'acqua,scopre un luogo che gli appare in tutta la sua bellezza:tra l'erba verde,un ruscello forma un'incantevole cascata argentea alla cui base c'è una limpida pozza che mette in risalto tutti i colori della natura.
Qui Martino si asciuga i capelli e si spaventa al saluto di Aldo e lascia cadere l'asciugamano per terra. Aldo vede che Martino ha lunghi capelli neri e sente la sua voce e vede che Martino esprime dei gesti femminili. Aldo si accorge che Martino è una ragazza e lei chiede ad Aldo di mantenere il segreto e Aldo lo promette.
Martina è orfana e si finge di essere un maschio per non restare sola e per non finire male. Martina racconta a Aldo che fa il menestrello perchè lo faceva anche suo padre. Lei fingendosi un maschio gira e canta per le locande rallegrando la gente senza correre rischi. Lei dice che se un oste le chiede di rendere felici i suoi clienti,è semplice che lui le offra da mangiare e un posto dove dormire. Aldo arrossisce di fronte al linguaggio dell'amica e a lui sembra che Martina sia un'altra persona.
Martina aveva cercato lavoro e dice che passare la vita pulendo i pavimenti e facendo il bucato sia peggio che essere in galera. Martina esplicita che Aldo è un ragazzo e la vita per i ragazzi è diversa. Aldo chiede spensierato a Martina per quanto tempo pensa di continuare la sua finzione e lei dice che se necessario continuare a fingersi di essere un maschio per sempre. Martina dice che forse prima o poi anche alle donne potranno vivere tranquille. Aldo si esprime dicendo che le donne vengono difese e protette. Martina chiede a Aldo di mantenere da conto il suo elenco di informazioni. Deve ancora nascere un uomo o un fratello che possa proteggere e difendere Martina.
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