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  • Riassunto poesia (per favore)

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CesareViani
CesareViani - Ominide - 7 Punti
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mi servirebbe il riassunto della poesia di Eugenio Montale : 'Ho sceso dandoti il braccio'


Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.


per favore !!!!!!!!!!!!!!!

.anonimus.
.anonimus. - Tutor - 45022 Punti
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Di solito con le poesie si fa la parafrasi, il commento, l'analisi testuale, non avevo mai sentito del riassunto in una poesia.
Comunque prova a farlo e lo riveduamo insieme. Noi possiamo aiutare a sistemare il linguaggio, ad aggiustare o aggiungere qualcosa ma non possiamo svolgere il compito al posto tuo.
Provaci non è difficile :)

Ciao Laura!
nemesia03
nemesia03 - Erectus - 125 Punti
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Questa poesia di Montale fu scritta da poeta in memoria della compagna da lui chiamata Mosca, chiamata così a causa dell'uso di occhiali molto spessi. Essa fa parte della raccolta di poesie Satura. Metaforicamente rappresenta il percorso di condivisione di un rapporto matrimoniale, l'affrontare percorsi e ostacoli. Il camminare insieme lungo il tragitto della vita, al poeta, dopo la scomparsa della moglie, sembra solitario, non ha più un braccio a cui poggiarsi, una compagna a cui sorreggersi.
Christian Adinolfi
Christian Adinolfi - Habilis - 236 Punti
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Ciao Cesare, non ho capito per bene che cosa stai chiedendo e quindi, nel dubbio, ti faccio sia la parafrasi che la metrica ;)

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Parafrasi
Scendere le scale dandosi il braccio è assunto da Montale come simbolo della vita a due, dell’aiuto che due persone che si amano si scambiano ogni giorno; milione di scale = iperbole; l’esagerazione sottolinea la lunga durata della vita vissuta insieme alla moglie; è il vuoto = la morte della moglie ha provocato una sensazione di vuoto e solitudine. Anche così = pur avendo fatto un lungo cammino insieme.
viaggio = altra metafora (con le scale) per indicare la vita; breve/lungo = ossimoro; i due aggettivi in contrasto evidenziano la situazione di sconforto del poeta per una vita comune solo apparentemente lunga ma in realtà durata pochissimo; Il mio = viaggio è sottinteso; la vita del poeta continua nell’indifferenza verso le incombenze quotidiane (coincidenze, prenotazioni), le insidie della vita (trappole) e le delusioni (scorni); asindeto.Quattr’occhi = quelli di 2 persone, il poeta e la moglie. pupille, sebbene tanto offuscate = riferimento alla forte miopia della moglie. Gli occhi della donna (pupille – sineddoche) avevano la capacità di penetrare il vero senso delle cose al di là delle apparenze. Il poeta amaramente riconosce che la moglie rappresentava non solo la compagna ma il sostegno ed la guida della sua vita.

Analisi e commento
Questa poesia fa parte della raccolta “Satura”, che raccoglie poesie scritte tra il 1962 e il 1970, e più precisamente della sezione “Xenia” (nell’antica Roma Xenia erano i doni che si facevano all’ospite), relativa ai componimenti dedicati al ricordo della moglie, Drusilla Tanzi affettuosamente soprannominata Mosca, deceduta nel 1963.
Il poeta si rivolge, in un muto dialogo, direttamente alla donna che non c’è più e le confessa che la sua assenza lo ha privato delle consuetudini e del mutuo scambio di aiuto che caratterizzava la loro vita di coppia. Dolorosamente sottolinea il suo sconforto per la sensazione di vuoto e il suo sgomento nel continuare la propria vita senza di lei.
Come per “Non ho mai capito se io fossi” anche in questa lirica è riconoscibile il motivo della vuota inconsistenza del reale (“le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede”): la realtà non è quella che si percepisce con i sensi ma qualcosa che stas al si là della realtà stessa. Nella seconda strofa il verso iniziale ribadisce simmetricamente il concetto espresso nel primo verso della lirica ed emerge l’antitesi fra la posizione del poeta di fronte alla realtà e il modo più acuto della moglie di penetrare in essa. Si ritrova, infatti, la tematica del reciproco sostegno, infatti il poeta dà sì il braccio alla moglie per aiutarla a scendere le scale, ma in realtà è lei la guida autentica nel lungo viaggio della vita.

Metrica
Versi liberi con qualche rima e assonanza , raggruppati in due strofe libere. Il linguaggio è semplice, usuale e quotidiano ed il tono è colloquiale, dimesso e malinconico per esprimere un dolore che non viene gridato ma espresso con pudore e riserbo.

Spero di aver intivato ciò che chiedevi.. :)

Fonte sull'annalisi sul primo comma: internet.
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