tay aguero
tay aguero - Erectus - 59 Punti
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Riassunto: Memoriale di Basilio Archita
tratto dal Libro: le Pietre di Pantalica
Autore: Vincenzo Consolo
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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questo link può aiutarti?
http://www.scuolaservice.it/cavallidiluna/Sicilianit%C3%A0/nuova_pa.htm

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Cita le fonti per cortesia...

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crema che fai segnali il mio stesso link? :lol
shakira98
shakira98 - Ominide - 28 Punti
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Questo brano tratto da "Le pietre di Pantalica" (1988) di Vincenzo Consolo, intitolato "La volpe di donna Elisa", è un esempio del modo in cui l'autore intende raccontare la Sicilia attraverso l'impiego di strumenti tipici del linguaggio lirico. Raccontare la Sicilia è, infatti, per lo scrittore un modo di ricostruire l'antica dimora dei padri e tornare alle radici di un linguaggio col quale riappropriarsi delle proprie origini. Il "plurilinguismo" e la sua "sperimentazione" stanno a significare il tentativo di dar voce a prospettive diverse, alla visione del mondo di chi parlava quel determinato linguaggio. Consolo cerca di far sopravvivere le parole morte, morenti o marginalizzate, e con esse, quindi, le visioni del mondo di uomini e culture altrimenti condannati al silenzio; egli ha voluto creare una lingua che esprimesse una ribellione totale alla storia e ai suoi esiti, lingua composta da una pluralità di lessici, in particolare l'italiano antico e il dialetto siciliano, resi più vivi da una varietà di toni che vanno dal tragico al comico al volgare.

È opportuno ricordare a questo punto che la compresenza contraddittoria di comico e tragico, coincide esattamente con quel "sentimento del contrario" che è la chiave dell'umorismo pirandelliano. Questa pagina si trova nel contesto di una ribellione contadina contro chi amministra la giustizia, quindi contro il palazzo del Municipio, e contro la chiamata alle armi dei giovani siciliani per la conquista di nuovi "imperi", quando tutto ciò di cui il popolo siciliano aveva bisogno era pace e lavoro. Si nota qui una disposizione parallelistica di frasi con la stessa struttura sintattica, la presenza, talvolta, di veri e propri versi, di figure etimologiche, di ripetizioni di suoni (allitterazioni) spesso con valore fonosimbolico fino alle rime e false-rime. Con un siffatto linguaggio, lo scrittore messinese supera l'antica tradizione realista della narrativa siciliana nel segno del "fantasioso barocco"(è proprio di barocco che si è parlato riguardo allo stile di Consolo).

Il barocchismo è una caratteristica peculiare di una certa narrativa visionaria ed è anche un modo, per alcuni scrittori siciliani del Novecento, di celare profondi dubbi riguardo la storia, sia remota che recente. "Le pietre di Pantalica" sono l'immagine tangibile della passione che Consolo ha sempre nutrito per il passato storico e artistico, ma sono anche il simbolo del disincanto dello scrittore verso il degrado della civiltà contemporanea. In quest'opera l'autore sembra portare a compimento, sia espressivo che stilistico, il suo antico progetto di fondere il "narrare" e lo "scrivere". Narrare di una Sicilia surreale, metafisica e magica, e scrivere nel contempo di una terra viva e palpitante nei suoi problemi sociali, economici e politici. La sua distanza materiale e la vicinanza sentimentale sembrano derivare da un rapporto di amore e odio con la Sicilia: da un lato, infatti, la lontananza consente di dare un giudizio più obbiettivo sulla realtà siciliana, che può essere vista più chiaramente in quanto messa in relazione con la diversa realtà del "continente". Consolo sceglie per il suo romanzo la dimensione della memoria e l'idea del viaggio: memoria non solo personale ma memoria anche di modelli letterari, rinascimentali o settecenteschi, il viaggio è inteso invece come metafora del rapporto che uno scrittore siciliano intrattiene con la propria terra. Pantalica, o meglio le sue rovine, sono l'esempio di luogo da conservare intatto per la sua suggestione naturale e artistica e anche il simbolo di una socialità perduta a causa delle insensate rovine fabbricate dalla nostra storia recente.

Questa insistenza sul tema delle rovine, intese come scavi archeologici, è un modo per testimoniare direttamente la violenza del tempo e la decadenza storica, fisica, morale e politica della Sicilia e insieme la sfiducia del narratore circa le reali soluzioni un tempo intraviste. Così, se da un lato l'antica vocazione ad una letteratura come denuncia lo porta ad evidenziare le finzioni e le maschere del potere, dall'altro sembra emergere nel romanzo una concezione della storia come teatro. E "Teatro" non a caso si intitola la prima sezione del volume. In essa è di scena la storia recente, che per Consolo ha inizio con la fine della seconda guerra mondiale, della resistenza e dell'arrivo degli americani (1943), nonché delle lotte per la terra. Ma proprio l'arrivo degli alleati in Sicilia, guardato dalla postazione solitaria e muta di un popolo sofferente suscita l'idea di un palcoscenico in cui si muovono i vincitori di turno, partecipi di un potere sempre uguale a se stesso. L'idea che la vita umana somigli ad una rappresentazione teatrale o meglio ad una "mascherata" è dunque una concezione barocca, derivata proprio dai legami profondi fra la cultura siciliana e quella spagnola (ricordiamo infatti che la Sicilia ha subito per lungo tempo la dominazione degli spagnoli). Ma il teatro è, per lo scrittore, la ricerca di un rito perduto, un tuffo nelle origini oscure e affascinanti della simbologia umana, tanto che lo stesso schema del libro ricorda molto da vicino un'opera teatrale: esso, infatti, si suddivide in Teatro, Persone, Eventi che stanno a significare Scena, Personaggi e Fatti.

crema96
crema96 - Erectus - 56 Punti
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http://www.scuolaservice.it/cavallidiluna/Sicilianit%C3%A0/nuova_pa.htm

Aggiunto 23 minuti più tardi:

non lo avevo visto

Aggiunto 15 secondi più tardi:

scusa
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