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  • Ragazzi mi aiutate a rispondere queste domandeeeee ??'

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giorgio 95
giorgio 95 - Ominide - 16 Punti
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Ragazzi mi potete aiutare a rispondere a queste domande riguardante l’opera di Galileo Galilei “I seguaci di Aristotele e l’ipse dixit” tratto dal Dialogo sopra i massimi sistemi del mondo

Domande
1)Quale è la reazione dell’aristotelico alla dimostrazione dell’anatomia sull’origine dei nervi??
2)Quale giudizio esprime Galileo su Aristotele?
3) Di che cose deve fidarsi chi vuole conoscere veramente il mondo materiale??
4)Che cosa significa l’espressione evidenziata nella frase seguente :”ma chi ha gli occhi nella fronte e nella mente, di quelli si ha da servire per iscorta”??
5)Attraverso le sue parole, o quello che di lui dicono gli altri interlocutori, ricostruisci la figura di Simplicio: le sue idee, il suo modo di esprimersi, il suo atteggiamento nei confronti della realtà e della conoscenza
Questo è il testo


SIMP. Io vi confesso che tutta questa notte sono andato ruminando le cose di ieri, e veramente trovo di molte belle nuove e gagliarde considerazioni; con tutto ciò mi sento stringer assai più dall'autorità di tanti grandi scrittori, ed in particolare… Voi scotete la testa, signor Sagredo, e sogghignate, come se io dicessi qualche grande esorbitanza.
SAGR. Io sogghigno solamente, ma crediatemi ch'io scoppio nel voler far forza di ritener le risa maggiori, perché mi avete fatto sovvenire di un bellissimo caso, al quale io mi trovai presente non sono molti anni, insieme con alcuni altri nobili amici miei, i quali vi potrei ancora nominare.
SALV. Sarà ben che voi ce lo raccontiate, acciò forse il signor Simplicio non continuasse di creder d'avervi esso mosse le risa.
SAGR. Son contento. Mi trovai un giorno in casa un medico molto stimato in Venezia, dove alcuni per loro studio, ed altri per curiosità, convenivano tal volta a veder qualche taglio di notomia per mano di uno veramente non men dotto che diligente e pratico notomista. Ed accadde quel giorno, che si andava ricercando l'origine e nascimento de i nervi, sopra di che è famosa controversia tra i medici galenisti ed i peripatetici; e mostrando il notomista come, partendosi dal cervello e passando per la nuca, il grandissimo ceppo de i nervi si andava poi distendendo per la spinale e diramandosi per tutto il corpo, e che solo un filo sottilissimo come il refe arrivava al cuore, voltosi ad un gentil uomo ch'egli conosceva per filosofo peripatetico, e per la presenza del quale egli aveva con estraordinaria diligenza scoperto e mostrato il tutto, gli domandò s'ei restava ben pago e sicuro, l'origine de i nervi venir dal cervello e non dal cuore, al quale il filosofo, doppo essere stato alquanto sopra di sé, rispose: Voi mi avete fatto veder questa cosa talmente aperta e sensata, che quando il testo d'Aristotile non fusse in contrario, che apertamente dice, i nervi nascer dal cuore, bisognerebbe per forza confessarla per vera.
SIMP. Signori, io voglio che voi sappiate che questa disputa dell'origine de i nervi non è miga così smaltita e decisa come forse alcuno si persuade.
SAGR. Né sarà mai al sicuro, come si abbiano di simili contradittori; ma questo che voi dite non diminuisce punto la stravaganza della risposta del Peripatetico, il quale contro a così sensata esperienza non produsse altre esperienze o ragioni d'Aristotile, ma la sola autorità ed il puro ipse dixit.
SIMP. Ma quando si lasci Aristotile, chi ne ha da essere scorta nella filosofia? nominate voi qualche autore
SALV. Ci è bisogno di scorta ne i paesi incogniti e selvaggi, ma ne i luoghi aperti e piani i ciechi solamente hanno bisogno di guida; e chi è tale, è ben che si resti in casa, ma chi ha gli occhi nella fronte e nella mente, di quelli si ha da servire per iscorta. Né perciò dico io che non si deva ascoltare Aristotile, anzi laudo il vederlo e diligentemente studiarlo, e solo biasimo il darsegli in preda in maniera che alla cieca si sottoscriva a ogni suo detto e, senza cercarne altra ragione, si debba avere per decreto inviolabile; il che è un abuso che si tira dietro un altro disordine estremo, ed è che altri non si applica più a cercar d'intender la forza delle sue dimostrazioni. E qual cosa è più vergognosa che 'l sentir nelle publiche dispute, mentre si tratta di conclusioni dimostrabili uscir un di traverso con un testo, e bene spesso scritto in ogni altro proposito, e con esso serrar la bocca all'avversario? Ma quando pure voi vogliate continuare in questo modo di studiare, deponete il nome di filosofi, e chiamatevi o istorici o dottori di memoria; ché non conviene che quelli che non filosofano mai, si usurpino l'onorato titolo di filosofo. Ma è ben ritornare a riva, per non entrare in un pelago infinito, del quale in tutt'oggi non si uscirebbe. Però, signor Simplicio, venite pure con le ragioni e con le dimostrazioni, vostre o di Aristotile, e non con testi e nude autorità, perché i discorsi nostri hanno a essere intorno al mondo sensibile, e non sopra un mondo di carta.

Aggiunto 20 minuti più tardi:

Aiuto ????????????????????

RobertaMate
RobertaMate - Sapiens Sapiens - 1182 Punti
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Ciao Giorgio, non ricordo di aver incontrato quest'opera durante i miei studi, però, se può esserti d'aiuto, rispondo brevemente per quello che riesco io, da matematica, a leggere nel testo che hai riportato, ovviamente col supporto della rete per saperne di più sull'opera.
1) 《il filosofo, doppo essere stato alquanto sopra di sé, rispose: Voi mi avete fatto veder questa cosa talmente aperta e sensata, che quando il testo d'Aristotile non fusse in contrario, che apertamente dice, i nervi nascer dal cuore, bisognerebbe per forza confessarla per vera》
Il filosofo, dopo aver riflettuto a lungo, rispose che, se non fosse stato Aristotele a dire che i nervi avevano origine nel cuore, gli avrebbe creduto ciecamente, visto il modo chiaro e aperto in cui glielo aveva mostrato.
2) Il giudizio di Galileo nei confronti di Aristotele è espresso da:《...la stravaganza della risposta del Peripatetico, il quale contro a così sensata esperienza non produsse altre esperienze o ragioni d'Aristotile, ma la sola autorità ed il puro ipse dixit》. Dunque Galileo lo considera molto autorevole, tanto che i suoi seguaci, per contraddire qualcosa di evidente, si limitano a dire "l'ha detto lui" (=ipse dixit). E da:《...e solo biasimo il darsegli in preda in maniera che alla cieca si sottoscriva a ogni suo detto e, senza cercarne altra ragione, si debba avere per decreto inviolabile; il che è un abuso che si tira dietro un altro disordine estremo, ed è che altri non si applica più a cercar d'intender la forza delle sue dimostrazioni. E qual cosa è più vergognosa che 'l sentir nelle publiche dispute, mentre si tratta di conclusioni dimostrabili uscir un di traverso con un testo, e bene spesso scritto in ogni altro proposito, e con esso serrar la bocca all'avversario? ...》. Al contempo, lo biasima perché scrive cose di cui non è a conoscenza ed il fatto che alcuni gli credano ad occhi chiusi crea disordine....
3) Della propria ragione e delle dimostrazioni pratiche
4) Vuol dire che chi ha occhi per vedere le dimostrazioni pratiche e la ragione per capire le cose, deve servirsi solo di quelle, senza affidarsi completamente a ciò che dice un filosofo. Solo chi non ha queste capacità e vive in posti sperduti e isolati può abbandonarsi a questo tipo di informazioni.
5)Simplicio sembra essere una persona rispettosa e seria. Il suo modo di esprimersi, infatti, è privo di ironia, al contrario degli altri interlocutori. Egli è uno scenziato, riflessivo e stimolato dalle conversazioni a fare nuove considerazioni, che si sente colpito dalle idee di Aristotele, che lui considera un grande scrittore. Di fronte alle parole di Salviati, si domanda a quale autore allora bisognerebbe fare riferimento. E questo sembra dargli un aria sempliciotta, come suggerirebbe il nome. Quest'ultimo in realtà ha la funzione di identificare uno dei rigidi scenziati appartenenti alla corrente aristotelica, quindi appositamente inserito da Galileo come difensore di Aristotele, che intraprende un dialogo scientifica "contro" Salviati, che invece porta avanti le idee galileiane, il tutto di fronte a Sagredo, che impersona il lettore cui è dedicata l'opera.
Spero di esserti stata d'aiuto!! Ciaoooo :)
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