cool98
cool98 - Sapiens - 433 Punti
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A ZACINTO

Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia, che te specchi nell'onde del greco mar da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde col suo primo sorriso, onde non tacque le tue limpide nubi e le tue fronde l'inclito verso di colui che l'acque

cantò fatali, ed il diverso esiglio per cui bello di fama e di sventura baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio, o materna mia terra; a noi prescrisse il fato illacrimata sepoltura.

Spiega i temi e i motivi fondamentali del sonetto, seguendo la traccia.
a. La terra natale. Quali sentimenti nutre Foscolo per la sua patria? Come la descrive?
b. La classicità. Quali sono le figure del mondo classico evocate dal poeta? Che cosa simboleggiano?
c. L'esilio. In quali versi il poeta ne parla? Perché il poeta si sente uguale a Ulisse? In che cosa si differisce? Come accetta il proprio esilio? Che cosa dice della propria sepoltura?
d. La poesia. Quale dono lascerà il poeta alla sua terra? Che collegamento c'è tra il poeta e Omero?

sampei171
sampei171 - Genius - 7419 Punti
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1)
Il termine sponde richiama il mare, un elemento decisivo in questo sonetto e la stessa isola è rappresentata come luogo geografico e come patria in cui si è nati, ovvero come un grembo materno in quanto ha dato la nascita al poeta. L’acqua è naturalmente fonte di vita e quindi s’identifica con l'immagine materna e di conseguenza, l'assenza d'acqua la si può paragonare alla morte ed è così che l'autore ci fa capire com'è morire lontano dalla patria.
2)
*Venere considerata simbolo della bellezza e dell’amore e che secondo la tradizione classica nasce vergine dal mare e che poi ha reso fertili le acque delle isole greche
*Omero, simbolo della poesia capace di far diventare eterni determinati sentimenti
*Ulisse simbolo di coloro che hanno dovuto attraversare delle difficoltà ma che poi sono diventati eterni. Ed è proprio con Ulisse che si identifica poichè anche Foscolo si sente vittima del destino avverso.
3) (vv. 1-3); L' esilio è visto sia come una rivolta morale della società ma allo stesso momento come un momento di meditazioni in cui può meditare sulle bellezze della sua patria. Si sente uguale ad Ulisse poichè anche lui si sente vittima di un destino crudele.La sepoltura è vista come centro di affetti familiari che lega le persone nel tempo.
4) Come Ulisse che aveva cantato l'esilio del grande Ulisse, così Foscolo è stato il cantore del proprio esilio sottolineando così l'esaltazione della poesia classica. Foscolo compare solo nell’ultima terzina, dove si può notare tutto il suo pessimismo e la sua tristezza cosa completamente estranea ai primi 12 versi

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