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  • PARAFRASI BRANO CALIPSO E ODISSEO VV 170 A 224'?

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'rede
'rede - Ominide - 12 Punti
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parafrasi brano CALIPSO E ODISSEO vv 170 a 224? Aiutatemi vi prego!!!!!!

Aggiunto 23 ore 52 minuti più tardi:

ECCO QUI IL TESTO DA PARAFRASARE


così diceva rabbrividì, il costante odisseo luminoso
e rispondendole disse parole fugaci:
"altro tu macchini, o dea, con questo, e non il ritorno,
che vuoi su una zattera farmi passare abisso in mezzo di mare,
spaventoso, invincibile:neppure navi di perfetto equilibrio
lo passano, anche se sono allietate dal vento di zeus.
no, sulla zattera non salirò, a costo d'oppormiti,
se non hai cuore, o dea, di farmi il gran giuramento,
che contro di me nessun nuovo male prepari".
parlò così, sorrise calipso, la dea luminosa
lo accarezzò con la mano e disse parola, diceva:
"ah, brigante che sei, e non sciocco davvero;
senti un pò che discorso hai pensato di fare!
sappia dunque la terra e il cielo immenso di sopra,
e l'onda di stige, che scorre in profondo-è questoil più grande
giuramento, tremendo per i numi beati-
che contro di te nessun nuovo male preparo;
anzi consiglio e provvedo quel che a me stessa
provvederei, se uguale bisogno m'urgesse,
perchè ho mente giusta, no n c'è nel mio petto
un cuore di ferro, ma compassionevole"
detto così, lo preceedeva la dea luminosa,
rapidamente:lui dietro i passi della dea camminava.
giunsero alla cupa spelonca l'uomo e la ninfa,
e lui sedette sul trono da cui s'era alzato
ermete, e la ninfa gli serviva del cibo,
mangiare e bere come i mortali si cibano.
poi sedette anche lei in faccia al divino odisseo,
e a lei ambrosia le ancelle servirono e nettare.
cosi' sui cibi pronti e serviti le mani gettarono.
poi quando si furono goduti cibo e bevanda,
fra loro prendeva a dire calipso,la dea luminosa;
"laerziade divino,accorto odisseo
dunque alla casa, alla terra dei padri
subito adesso andrai? ebbene che tu sia felice!
ma se sapessi nell'animo tuo quante pene
t'è destino subire, prima di giungere in patria,
qui rimanendo con me, la casa mia abiteresti
e mortale saresti, benchè tanto bramoso
di rivedere la sposa, che sempre invochi ogni giorno.
eppure, certo, di lei mi vanto migliore
quanto a corpo e figura, perchè non può essere
che le mortali d'aspetto e bellezza con le immortali gareggimo!".
e rispondendole disse l'accorto odisseo:
"o dea sovrana, non adirarti con me per questo:so anch'io,
e molto bene,che a tuo confronto la saggia penelope
per aspetto e grandezza non val niente a vederla:
è morale, e tu sei immortale e non ti tocca vecchiezza.
ma anche così desidero e invoco ogni giorno
di tornarmene a casa, vedere il ritorno.
se ancora qualcuno dei numi vorrà tormentarmi sul livido mare,
sopporterò, perchè in petto ho un cuore avvezzo alle pene.
molto ho sofferto, ho corso molti pericoli
fra l'onde e in guerra: e dopo quelli venga anche questo!".

Questo è il testo, spero mi aiuterai

GRAZIE!!!!!! :victory :victory :victory

tiscali
tiscali - Tutor - 23020 Punti
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Ciao 'rede
Devi inserire il testo da parafrasare :)

Aggiunto 23 ore 55 minuti più tardi:

Così disse: rabbrividì il paziente Odisseo che gli disse gentilmente: “Tu hai in mente un altro scopo, la vendetta, che mi spingi a varcare il grande abisso del mare, terribile e pericoloso, con una zattera: ma neanche le navi costruite perfettamente, veloci, che godono del vento di Zeus, lo attraversano.
Io non partirò in una zattera contro la tua volontà, se non sei d’accordo a giurarmi, o dea, il giuramento solenne che non mediti un'altra azione cattiva nei miei confronti”.
Calipso disse sorridendo, chiara fra le dee, lo accarezzo con una mano e gli rivolse la parola: “Sei davvero un furfante e non pensi da sciocco: che discorso hai pensato di farmi !
Il giuramento in nome del cielo, della terra e dello Stige, è quello più solenne anche per gli dei, che non medito un'altra azione cattiva nei tuoi confronti.
Ti darò i consigli che seguirei io stessa, se fossi in questa situazione: perché anch’io ho buoni consigli, e nel petto non ho un cuore di pietra, ma un cuore sensibile”.
Poi dopo aver mangiato e bevuto abbondantemente, tra essi cominciò a parlare Calipso, chiara fra le dee: “ Divino figlio di Laerte, Odisseo pieno di risorse, e così vuoi ora partire per casa, subito, nella cara terra dei padri? E tu sii felice, comunque.
Ma se tu sapessi quante pene ti è destino sopportare prima di arrivare a casa, qui resteresti con me ad abitare in questa casa, e saresti immortale, benché voglioso di vedere tua moglie, che desideri ogni giorno. Eppure sono orgogliosa di non essere inferiore a lei per aspetto fisico, perché non è giusto che le mortali gareggino con le immortali per aspetto e beltà”.
Rispondendo le disse il furbo Odisseo: “ Dea possente, non ti arrabbiare per questo con me, lo so bene anch’io, che l’intelligente Penelope a vederla è inferiore a te per beltà e altezza: lei infatti e’ mortale, e tu immortale e senza vecchiaia. Ma anche così desidero e voglio ogni momento giungere a casa e vedere il giorno del ritorno.
E se un dio mi farà naufragare sul mare oscuro come il vino, saprò sopportare, perché ho un animo paziente dentro: ho sopportato tante sventure e tante sofferte tra il mare e le guerre: anche questa sciagura si aggiunga alle altre”.

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