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  • Montale, vita e opere. correzioni?

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uscrocc
uscrocc - Ominide - 32 Punti
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Ciao ragazzi, purtroppo a scuola non abbiamo avuto quel tempo necessario per approfondire Montale, ma secondo voi, è giusto quello che metterò nella tesina? Grazie.


Montale la vita:
Eugenio Montale nasce a Genova il 12 ottobre 1896 da una famiglia dell'agiata borghesia: il padre commerciante di prodotti chimici, fa costruire a Cinque Terre, presso La Spezia, una villa nella quale la famiglia passerà vacanze estive.
Durante gli studi tecnici studia canto, nel 1915 Montale consegue il diploma in ragioneria; inizia a lavorare negli uffici della ditta paterna, ma frequenta anche assiduamente le biblioteche dove legge moltissimo e si crea una formazione umanistica da autodidatta.
Richiamato alle armi nel 1917 come ufficiale di fanteria.
Nel 1925 esce Ossi di seppia e firma il Manifesto degli intellettuali antifascisti.
Nel 1927 il poeta ottiene un impiego a Firenze. Poco dopo viene nominato direttore del Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux entranto in rapporto con i più notevoli intellettuali italiani del tempo.
Nel 1938 viene allontanato dal Gabinetto Vieusseux perché rifiuta di iscriversi al Partito fascista.
Nel 1939 esce il libro delle Occasioni, dedicato a Irma Brandeis.
Montale trascorre a Firenze gli annu bui della guerra e dell'occupazione nazista. Tra il 1945 e il 1946 di iscrive al Partito d'azione.
Nel 1948 viene assunto come redattore del “Corriere della Sera” e si trasferisce a Milano e nel 1956 pubblica La bufera e altro, contiene testi che risalgono alla guerra e all'immediato dopoguerra.
La dolorosa perdita della moglia (1963) lo spinge a pubblicare il suo quarto libro Satura nel 1971.
Nel 1975 riceve il premio Nobel per la letteratura.
Muore a Milano il 12 settembre 1981 e i suoi funerali vengono celebrati in forma solenne alla presenza delle più alte cariche dello Stato.

Poetica.
La poetica di Montale viene fuori con il testo “Spesso il male di vivere ho incontrato”. Una poetica con una visione pessimistica quasi alla Leopardi. Lui pensa che durante quel periodo c'era un male di vivere e per rappresentare questo pessimismo fa riferimento a tre correlativi oggettivi:
Rivo strozzato che gorgoglia (regno minerale, impedito da una strettoia);
L'incartocciarsi della folia (regno vegetale);
Il cavallo stramazzato (regno animale).
Tutto questo nella prima parte della poesia/poetica. Nella seconda c'è una speranza (a differenza del pessimismo leopardiano) nel liberarsi del male di vivere ed è quello dell'indifferenza, però non lo elimina completamente ma lo lenisce. Lo lenisce attraverso altri tre correlativi oggettivi:
Statua del marmo nella sonnolenza (freddezza);
La nuvola (distacco dalla terra);
Il falco alto levato (allontanarsi dalle cose materiali).
Utilizza una struttura metrica classica e un linguaggio ridotto all'essenziale.
Le raccolte:
Ossi di seppia (1925)
temi:
male di vivere (malessere esistenziale);
insensatezza della vita;
ricerca di un varco ancora non raggiunto;
Indifferenza;
descrizione con precisione del paesaggio.
Stile:
sperimentale;
rifiuto di un linguaggio aulico (utilizza quindi un linguaggio semplice);
immagini emblematiche (tecnica del correlativo oggettivo);
forme metriche tradizionali.
Pubblicato nel 1925, nella prima edizione raccoglie pochi testi e la seconda edizione del 1928 l'aggiunta di sei poesie.
La versione finale è composta da 60 poesie divise in cinque sezioni:
1. Movimenti (13 liriche);
2. Ossi di seppia (22 componimenti senza titolo);
3. Mediterraneo (9);
4. Meriggi e ombre (15);
5. Riviere (1).
Nel titolo “Ossi di seppia” una metafora, ovvero la rappresentazione di quello che resta di una seppia senza carne (morta) che, con le correnti marine viene scartato dallo stesso ambiente (mare) e portate a riva. In queste raccolte si compie il passaggio dal mare alla terra; dall'infanzia felice all'età adulta. Una volta compiuto il distacco dal mare e dall'infanzia, la vita adulta porta vuoto e insensatezza che si nascondono dietro le abitudini quotidiane. Nel componimento “Mariggiare pallido e assorto” abbiamo la rappresentazione di questi temi.
Mariggiare pallido e assorto
Scritto nel 1916 è una poesia “inventariale” che elenca le “presenze” della realtà (il muro dell'orto, le crepe, le formiche, il mare). E' presente il paesaggio ligure che lui è abituato a vedere dalla villa a Cinque Terre.
Nella prima parte (ovvero le tre quartine) abbiamo la descrizione del paesaggio ligure e la poesia “inventariale”. Nella seconda parte (ultima strofa di cinque versi) non è più una poesia “invetariale” ma una strofa riflessiva dove lui pensa che la vita è sofferenza, un cammino dove a fianco abbiamo sempre un muro invalicabile dove in cima ha cocci aguzzi di bottiglia. Dietro questo muro ci dovrebbe essere la felicità e verità.
Le Occasioni seconda raccolta.
Temi:
Le occasioni di salvezza;
Difesa dei valori della poesia e della cultura;
Memoria;
Donna Clizia.
Stile:
linguaggio elevato classicismo moderno;
Tecnica del correlativo oggettivo.
La seconda raccolta di Montale fu pubblicata nel 1939 e poi nel 1940. La seconda edizione comprende 54 testi suddivisi in quattro parti dopo una poesia introduttiva. La tecnica è sempre quella del correlativo oggettivo ma compare una figura femminile che lui la chiama Clizia che in realtà si riferisce all'americana Irma Brandeis che ha conosciuto a Firenze dove lei era andata per fare delle ricerche su Dante Alighieri. Assume per Montale una figura di salvezza dal malessere della vita e visto che è soggetto della poesia salva anche quest'ultima come Beatrice lo è stato con Dante Alighieri.
La bufera e altro. Terza.
Stile:
correlativo oggettivo;
varietà di toni e stili;
poesia immediata, realistica e astratta;
Pubblicata nel 1956, comprende poesie scritte nel periodo della seconda guerra mondiale (1940 e 1956).
Il titolo indica negatività e si riferisce a caratteri storici e privati di Montale.
Storici: Seconda guerra mondiale.
Privati: la morte della madre, la grave malattia della moglia (Drusilla Tanzi) e l'amore per la poetessa (Maria Luisa Spaziani). Irma ancora presente (il cui nome viene citato solo una volta) in “La bufera e altro” è la donna “messaggera divina”, figura allegorica che fa riferimento alla figura mitologica figlia dell'Oceano (Clizia), la quale, abbandonata da Apollo (Il sole) fu trasformata in girasole.
Satura. Quarta.
Temi:
Lessico con termini di uso molto comune;
Utilizzo di termini letterari con finalità ironiche
Pubblicata nel 1971. Il titolo possiede un doppio significato: quello corrente di “satira” e della corruzione di una società. Nella sezione di Satura chiamata Xenia, nelle quali l'autore si rivolge alla moglie morta, dopo la morte. La moglie, soprannominata mosca per via della sua malattia agli occhi (miopia). In questa raccolta, per la prima volta nelle sue opere, vengono usati i talismani per esorcizzare la paura.

perillomarilena97
perillomarilena97 - Erectus - 116 Punti
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Ciao, va benissimo il tuo riassunto di Montale, ma ti consiglio di approfondire le figure femminili, soprattutto quella di Clizia. In bocca al lupo!!
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