giuly123
giuly123 - Ominide - 35 Punti
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Uno dei principali artisti del gruppo fu Claude Monet, che teorizzò che non bisognava
assolutamente dipingere in studio, ma studiare e riprendere il soggetto dal vivo. Solo così si otterrà
di cogliere un aspetto vero e caratteristico. Questo significava non solo rinunciare a una tradizione
artistica, ma anche alle comodità consuete del dipingere. I pittori impressionisti ritrassero i luoghi
più inconsueti. Per realizzare i suoi scopi, Monet attrezzò una barca come uno studio galleggiante,
per meglio dipingere scene fluviali. Manet andò a trovarlo, si convinse della serietà dei discorsi di
Monet, e lo ritrasse anche seduto a dipingere sulla sua barca.
Gli Impressionisti formarono un gruppo con vincoli di amicizia, si scambiarono visite, e così nella
storia della pittura impressionista vi sono decine di quadri raffiguranti luoghi in cui i pittori
impressionisti erano soliti ritrovarsi.
Monet realizzò un bellissimo giardino e in esso uno stagno con ninfee, che riprodusse in diversi
quadri. Fu anche l’artista del gruppo che visse più a lungo e così poté assistere al trionfo dei principi
dei suoi compagni. Da quel momento, si dimostrò che pubblico e critici possono sbagliare nella
valutazione dell’opera d’arte e ciò fu di grandissimo peso per la tutta la storia delle avanguardie.
Persino il termine artista mutò significato: da metà Ottocento l’artista non fu soltanto l’abile
realizzatore di opere, che seguivano un canone, ma un innovatore, uno sperimentatore. Gli artisti del
passato potevano essere più o meno bravi, ma dovevano comunque lavorare e confrontarsi con il
pubblico. In seguito ci siamo abituati all’idea di un artista che può lavorare in solitudine, compiendo
una ricerca che può ottenere o meno il successo.

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