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conversione letteraria di manzoni

ciaccarè98
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Il giovane Manzoni, sebbene educato sulla base di principi religiosi cristiani e cattolici, fu inizialmente sostenitore degli ideali illuministici di libertà e uguaglianza.
Per Manzoni la religione viene considerata come il principale punto di riferimento per ogni tipo di scelta, da quella morale a quella politica.
Alla verità cristiana assoluta, però, il Manzoni non allontana gli ideali liberali dell'Illuminismo, anzi, trova nei principi cristiani il fondamento di quelli illuministi.
Ciò ovviamente influisce anche sulla sua poetica, sulle sue scelte esistenziali e sugli orientamenti ideologici e culturali.

La concezione della storia

La concezione cristiana del Manzoni lo porta ad assumere una posizione anti-classica. Mentre la tradizione considerava il mondo romano il modello supremo di civiltà in tutti i campi, Manzoni lo giudicava un popolo violento ed oppressore. Da qui l'interesse per il Medio Evo cristiano, che egli pone alla base della civiltà moderna.
Dal distacco dal classicismo deriva anche il rifiuto per la celebrazione dei potenti e degli eroi ed un interesse per gli umili e i vinti.

La concezione della letteratura

La conoscenza di importanti scrittori come il Foscolo, l'Alfieri, il Parini, lo convinsero della sua concezione di una letteratura volta a una battaglia morale e culturale in senso democratico, e della necessità di unire il popolo italiano scacciando lo straniero.
Manzoni rifiuta l'idillica serenità classica per il bisogno di una letteratura che riguardi il vero, che emerga da esigenze realmente avvertite e che si ponga come obiettivo l'edificazione morale e civile.
Come gli altri fondatori del Conciliatore, anche Manzoni aspirava ad una letteratura popolare, che potesse essere compresa da tutti in funzione della sua azione divulgatrice: il popolo è il protagonista della storia, ed è quindi il protagonista della letteratura, sia come lettore che come attore.
La letteratura deve proporsi dunque il vero come oggetto, l'utile per scopo e l'interessante per mezzo:

il vero: Manzoni distingue un vero naturale e uno storico, ma il secondo è più importante del primo e quasi lo contiene. Infatti è nella storia che l'uomo esprime la propria dinamicità. Mentre il vero storico ci dà la conoscenza dei fatti, il poeta, mediante la profonda conoscenza del cuore umano, ha il compito di risalire da essi alla coscienza che li ha generati, ossia ritrovare nell'animo dell'uomo il significato della storia.
Il vero che il poeta deve far sentire è un vero oggettivo ed universale; la poesia manzoniana infatti si distacca dall'individualismo solitario e va alla scoperta della serietà e della dignità della vita quotidiana.

l'utile: L'utile coincide con la moralità in senso cristiano: impone alla poesia il compito di formazione della coscienza, attraverso una profonda meditazione sull'uomo e sul suo rapporto con il divino. Anche l'utile punta dunque alla verità, e Manzoni pensa che soltanto la verità possa realmente interessare l'uomo, e che soltanto essa possa procurargli un piacere non effimero.
l'interessante: Esso è un argomento desunto dalla vita e dalla storia dell'uomo.

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