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Pulce03
Pulce03 - Habilis - 269 Punti
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In letteratura, il viaggio viene visto come un mezzo di evasione o come un bisogno di conoscenza?
Avete qualche idea?

melody_gio
melody_gio - Tutor - 33161 Punti
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sposto in italiano.
eleo
eleo - Moderatore - 20793 Punti
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Prova a leggere qui http://www.roberto-crosio.net/1_intertestualita/PRES_VIAGGIO.htm o qui http://www.slideshare.net/liceolinguisticocesena/il-viaggio-nella-letteratura-italiana :hi

coltina
coltina - Genius - 11961 Punti
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la domanda è troppo ampia per una risposta definitiva e sintetica. sarebbe d'aiuto capire se l'argomento va circoscritto a un certo periodo storico o a tutta l aletteratura in genere...e poi italiana o anche straniera?

se partiamo dagli eroi antichi Gilgamesh eTeseo viaggiavano per comiere imprese, dimostrare valore, ottener eun premio. L'Ulisse greco viaggiava per volontà divina, anzi il viaggio era una punizione pericolosa, quello dantesco viaggiava per amre della conoscenza e sete di sapere.
Nelle Mille e una notte il viaggio è possibilità di avventura, ricerca dell'esotico e dello strano, ma è anche pericolo.
Nel Medioevo il viaggio diventa avventura morale, etica, coem quella degli eroi dei cicli carolingi e bretoni, ma assurge anche ad esperienza salvifica se pensiamo alla Commedia di Dante.......

Come vedi i significati attribuiti al viaggio letterario sono molti, a seconda del periodo. E è questo ciò di cui hai bisogno continuo con la mia rapida carrellata......

ciao

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