SuperBimba97
SuperBimba97 - Erectus - 69 Punti
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Scusate, ki mi può aiutare con la descrizione di una certa madre di Cecilia dei promessi sposi? X favore ho bisogno di qualcuno k mi salvi dalla prof..! thnx in anticipo =D

hakunamatata
hakunamatata - Sapiens Sapiens - 1405 Punti
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La madre di Cecilia ci viene mostrata come una figura esemplare come se giungesse da una sfera superiore e, già prima di parlare si avvolge di un senso di spirituale regalità, riuscendo ad essere capace di sottrarsi alla generale degradazione. L’immagine che più viene scolpita nelle memorie è quella dei corpi ormai senza vita ammucchiati nei carri, e proprio con questa immagine viene sottolineato il livello di un’umanità ormai scaduta, ma quest’ultima viene anche rimarcata da ulteriori similitudini sparse qua e là, come ad esempio “schifosi e mortiferi inciampi” disseminati per le strade (che non sono solamente stracci e immondizie) o i sacchi di granaglie con cui vengono paragonati i cadaveri riposti sui carri. Tuttavia persino la morte non si fa portatore di una totale vittoria quando viene contrastata dall’innocenza delle vittime e dalla pietà dei sopravvissuti. L’atteggiamento del Manzoni di fronte al reale viene rilevato chiaramente nell’episodio di Cecilia: la bambina è “tutta ben accomodata, co’ capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l’avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio. Pur non disdegnando di fronte al male posto in ogni forma, l’autore de “I Promessi Sposi” non si lascia sopraffare dalla visione della morte come trionfatrice. Ugualmente anche Renzo pur passando da spettacoli raccapriccianti ad altri ancor più spaventosi, pur accentando in un momento di pericolo la protezione degli stessi monatti non si perde d’animo mantenendo senno e compassione e non perde di vista pur girovagando invano tra pericoli di ogni tipo la meta finale. Quando giunge al Lazzaretto è assai turbato dalle orribili scene viste in precedenza.

fonti: internet

lino17
lino17 - Eliminato - 24509 Punti
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La madre di Cecilia ci viene mostrata come una figura esemplare come se giungesse da una sfera superiore e, già prima di parlare si avvolge di un senso di spirituale regalità, riuscendo ad essere capace di sottrarsi alla generale degradazione. L’immagine che più viene scolpita nelle memorie è quella dei corpi ormai senza vita ammucchiati nei carri, e proprio con questa immagine viene sottolineato il livello di un’umanità ormai scaduta, ma quest’ultima viene anche rimarcata da ulteriori similitudini sparse qua e là, come ad esempio “schifosi e mortiferi inciampi” disseminati per le strade (che non sono solamente stracci e immondizie) o i sacchi di granaglie con cui vengono paragonati i cadaveri riposti sui carri. Tuttavia persino la morte non si fa portatore di una totale vittoria quando viene contrastata dall’innocenza delle vittime e dalla pietà dei sopravvissuti. L’atteggiamento del Manzoni di fronte al reale viene rilevato chiaramente nell’episodio di Cecilia: la bambina è “tutta ben accomodata, co’ capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo, come se quelle mani l’avessero adornata per una festa promessa da tanto tempo, e data per premio. Pur non disdegnando di fronte al male posto in ogni forma, l’autore de “I Promessi Sposi” non si lascia sopraffare dalla visione della morte come trionfatrice. Ugualmente anche Renzo pur passando da spettacoli raccapriccianti ad altri ancor più spaventosi, pur accentando in un momento di pericolo la protezione degli stessi monatti non si perde d’animo mantenendo senno e compassione e non perde di vista pur girovagando invano tra pericoli di ogni tipo la meta finale. Quando giunge al Lazzaretto è assai turbato dalle orribili scene viste in precedenza.

(http://it.answers.yahoo.com/)

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