Irerov
Irerov - Ominide - 32 Punti
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Mi serve una descrizione completa dei personaggi dei libri "Un'anima non vile"e "Niente resurrezione per favore" e relativi riassunti ... Per favore!!!!
Sarebbe fantastico!!
Grazie
mitraglietta
mitraglietta - Mito - 62628 Punti
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Un'anima non vile (da wikipedia)

Trama
Il romanzo narra la storia dei due amici Hans Schwarz e Konradin von Hohenfels attraverso una lettera che Konradin scrive dalla prigione all'amico. Egli doveva essere giustiziato perché aveva partecipato ad una congiura per uccidere Hitler. È la stessa storia de “l'amico ritrovato", ma narrata dal punto di vista di Konradin, che descrive i momenti passati con Hans sin dal primo giorno di scuola, di come i due ragazzi si siano conosciuti, perché a tutti e due mancava un amico; descrive i suoi viaggi all'estero, ma parla molto anche dei suoi genitori, motivo principale della rottura della loro amicizia, egli li descrive come dei vecchi che non hanno coscienza e che non sanno fare né il padre né la madre, si occupano solo di affari diplomatici e il loro figlio non gli interessa quasi. La madre odia gli ebrei, di cui aveva un ribrezzo già da piccola, li considera persone viscide, subito pronte a rubare ed ad ingannarti, perciò pensa che Hitler sia il “messia” della Germania. Il padre era arrogante, prepotente e molto orgoglioso. Konradin, da piccolo, ne aveva persino paura perché era insensibile, privo di umiltà e immaginazione. Konradin ricorda accuratamente le conversazioni con i numerosi "von" della classe, con la "Crema", gruppo letterario del liceo a cui viene invitato a prendere parte anche se egli non ne aveva nessun interesse, e soprattutto quelle con Hans riguardo i viaggi, le collezioni di monete e le molte confidenze che si erano scambiati. Konradin e i suoi genitori parlavano spesso di Hans, soprattutto la madre, cercava sempre di dissuaderlo di essere amico di un ebreo, perché secondo lei questo avrebbe minato la fama della famiglia e persino la salute di Konradin, che però ribatteva dicendo: “ebreo o non ebreo, è mio amico”. Konradin scrive che non sapeva nulla dei campi di sterminio e si scusa con Hans. La lettera è quasi una confessione che Konradin fa prima di morire, perché si vuole sfogare, avendo paura di morire, ma soprattutto scusare con Hans per tutte le volte che era stato vile con lui, perché non si era reso conto in che condizioni il suo amico stava vivendo, così come ultimo desiderio prima di andare al patibolo chiede al carceriere, amico di famiglia, di mandare questa lettera a suo padre, perché la spedisse ad Hans, ma egli non lo farà mai.

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Niente resurrezioni, per favore (da wikipedia).

Trama
Il romanzo intitolato Niente resurrezioni, per favore narra la storia di Simon Elsas, un giovane ebreo che era sfuggito al nazismo ed era andato a vivere in America. Qui aveva studiato legge e successivamente era diventato pittore.
Simon ritorna a Stoccarda, dove aveva frequentato il liceo e non riconosce la città della sua gioventù, poiché totalmente cambiata. Entrato in un bar viene incontrato per caso da un ex compagno di classe che si dimostra molto affettuoso con lui, che invece rimane freddo e distaccato. Per la stessa sera viene invitato ad una riunione con i suoi vecchi compagni rimasti in pochi, perché molti caduti in guerra.
Mentre torna verso l'albergo si ferma davanti ad una casa, quella di Charlotte von Gültligen, di cui per molti anni Elsas era stato innamorato. Spinto dalla curiosità suona alla porta e incontra Charlotte, non più giovane e bella come una volta. Con lei si intrattiene in una breve conversazione, ma egli mantiene un atteggiamento distaccato e i due si congedano a malincuore, perché entrambi avrebbero voluto dirsi molte cose.
La riunione tra compagni che si svolge la sera, da un incontro gioioso si trasforma in un dibattito in cui riaffiorano sentimenti che sembravano ormai dimenticati. Elsas finalmente riesce a dare sfogo alla sua tristezza per avere subito tante mortificazioni e tante sofferenze.
Prima di ripartire Elsas decide di dipingere, appena arrivato a casa, un quadro della città "amata e odiata" in cui avrebbe espresso i suoi più intimi sentimenti, ben sapendo che mai più sarebbe ritornato nella sua vecchia patria.

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