luna33
luna33 - Erectus - 60 Punti
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mi dite il riassunto di dance? paola zannoner?!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! grz grz!!!!!!!!!

Aggiunto 1 giorni più tardi:

GRAZIE MILLE!!!!!!! :satisfied :satisfied :satisfied :satisfied :satisfied
MI 6 STATO MOLTO DI AIUTO!!!
CIAO LUNA33
Aleksej
Aleksej - Mito - 20038 Punti
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ho trovato solo questo
Dance
Con Dance Paola Zannoner ci regala ancora uno spaccato di quel mondo cangiante e inafferrabile
che è l’età adolescenziale. Quasi tredici anni, ossuta, mascolina, un’ostentata durezza su un volta che
ancora lascia di tanto in tanto affiorare lineamenti di bambina, un corpo che allontana energicamente
ogni sospetto di grazia, ma che magicamente si lascia catturare dal ritmo quando si immerge nelle
performances di hip-hop; la danza è per Robin ben più di un hobby, è una valvola di sfogo, è una via di
fuga da un quotidiano non sempre sereno. Robin porta con disinvoltura la sua “diversità”, ostentando
fastidio e disprezzo per la leziosità stucchevole e i pettegolezzi delle coetanee. Preferisce le compagine
maschili, alle quali non riserva però più di un superficiale cameratismo. Sarà l’incontro nella scuola di
ballo con un altro “diverso”, il giovanissimo ballerino di danza classica Guido, dolce e tranquillo al punto
da apparire effeminato, a suscitare in lei ammirazione e curiosità, a spingerla a cercare uno spessore
diverso nella comunicazione.
Mentre il riflettore è puntato sui giovani protagonisti, tutt’intorno, in secondo piano, viene appena tracciato il bozzetto di altre
generazioni, le loro incapacità, i loro tratti qualche volta patetici: il nonno vedovo che non smette di parlare con l’amata moglie, il papà
e i suoi amici pieni di fragilità e rimpianti, la mamma-non-mamma pronta ad alleviare la sofferenza del mondo e incapace di essere
madre per la sua bambina. Una storia questa – come quelle che in genere propone la Zannoner – nella quale è facile per i ragazzi
rispecchiarsi, condividere problematiche e stati d’animo e, perché no, proiettarsi in conclusioni non improntate ad un facile ottimismo,
ma che lasciano intravvedere una prospettiva costruttiva.
Recensione di Paola Parlato, tratta da Il Pepeverde, n. 26 (ott.-dic. 2005)

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