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cool98 - Sapiens - 433 Punti
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Un impianto narrativo quasi documentaristico/da rapporto abbinato ad una regia artistica, scelta rischiosa che conosce i suoi limiti quando si tratta un pezzo di storia, ne fabbrica un buon film. Questa pellicola tedesca mostra per lo più i "pro" e i "contra" del nazionalsocialismo tedesco diventato poi come tutti ormai sappiamo il regime di Hitler, e storicamente parlando i "pro" sono pura utopia. L'arresto di due studenti (fratello e sorella), membri del movimento non violento "La Rosa Bianca", accusati di cospirazione contro il regime mette in scena una storia già studiata e ripassata nei libri di scuola e quindi niente di nuovo all'orizzonte, ma trattandosi di un avvenimento vero, realmente accaduto e allo stesso tempo documentato, fa venire i brividi. Per me è come aggiungere un'altra delle migliaia piccole parentesi sulla crudeltà umana, sulla coscienza annebbiata, sulla natura e la capacità che vanno oltre il ragionevole e, dall'altra parte, sul coraggio e sulle convinzioni delle loro idee immensamente dimostrate dai protagonisti. Negli ultimi minuti si prova un incommensurabile senso di angoscia, sconforto e vergogna verso il genere umano. Lo stato psicologico degli eroi (vittime) rimane indescrivibile, ottimamente trasmesso dell'attrice Julia Jentsch.

Film molto bello non tanto da un punto di vista prettamente “tecnico“ ma soprattutto per la valenza storica e per la capacita’ di trasmettere emozioni intense.
“La rosa bianca” è un film che si basa su fatti realmente accaduti,venuti alla luce solo recentemente grazie alla pubblicazione da parte del governo tedesco degli atti dell’arresto e del processo di Sophie Scholl e del suo gruppo.
La pellicola è completamente permeata da una luce fredda,quasi a voler rappresentare il periodo buio che stava attraversando la Germania e che avrebbe dovuto attraversare una volta finita la guerra.
La regia è nel complesso priva di particolari spunti ,nonostante sia stata premiata al Festival di Berlino del 2005...resta comunque ben impressa nella mente la scena al ralenty di Sophie che lascia cadere nel vuoto i volantini “sovversivi” da un parapetto all’universita’.
Il film è imperniato sui dialoghi,a molti potra’ apparire eccessivamente verboso ma è indiscutibilmente indimenticabile e di grande fattura, l’interrogatorio tra Sophie e l’investigatore della Gestapo, uno dei pochi che cerchera’ di capire il gesto della ragazza e che tentera’ di salvarla,dopo che tra i due si instaurera’ un sottile gioco psicologico dai meccanismi perfetti.
Molto brava l’interprete principale Julia Jentsch,bellissimo e duro il finale,un film importante per capire meglio un pezzo della nostra storia.


Basato sui documenti originali della Gestapo, resi pubblici solo nel 1990, La Rosa Bianca - Sophie Scholl è un film austero nella ricostruzione storica, ma molto improntato sull'emotività dei personaggi. La vicenda narrata riguarda gli ultimi sei giorni di vita di Sophie Scholl che, con il fratello Hans, venne arrestata il 18 febbraio 1943 mentre diffondeva volantini antinazisti presso l'Università di Monaco.
La Rosa Bianca era un'associazione di studenti che si opponevano alla guerra e a Hitler, cercando di diffondere pacificamente idee contrarie al delirio espansionistico del dittatore tedesco che portava alla morte decine di migliaia di giovani soldati. La figura di Sophie, giovanissima, piena di vita e di curiosità, per niente votata al martirio, colpisce per la maturità con cui affronta una situazione così drammatica, iniziata forse con un pizzico di incoscienza.
Il fulcro del film sta nell'interrogatorio condotto da Robert Mohr ad una Sophie affatto intimorita, che dapprima nega ogni addebito quasi con divertita baldanza, e quando si rende conto che le prove contro di lei sono inequivocabili, si assume tutte le colpe cercando di proteggere il fratello e gli amici.
Mohr, un vero professionista, rimane in un certo senso soggiogato da quella ragazza, capace di tenergli testa con tanta fierezza.
Il sottile gioco psicologico che si instaura fra i due è avvincente e l'ufficiale nazista, alla fine, offrirà a Sophie Scholl una via d'uscita, attraverso la quale, rinnegando le propprie idee, potrebbe evitare la condanna a morte.
Il regista tedesco Marc Rothemund, autore di film televisivi di successo, ha svolto un accurato lavoro di indagine insieme al suo sceneggiatore, intervistando alcuni testimoni chiave ancora in vita che conobbero la protagonista o che furono sottoposti agli interrogatori di Robert Mohr.
Altre pellicole avevano raccontato le vicende dell'associazione La Rosa Bianca, ma quella di Rothemund è la prima che si concentra sulla figura di Sophie. "Il nostro film - ha spiegato lo stesso regista - segue la protagonista all'interno del suo turbolento viaggio emotivo verso la morte, per la durata di cinque giorni. Risulta evidente il modo in cui il personaggio di Sophie si arricchisce e cresce, anche sotto le pressioni delle responsabilità che si assume".
Mentre i momenti del lungo interrogatorio sono descritti con sufficiente realismo e un necessario distacco, il successivo processo di fronte alla Corte Popolare di Giustizia appare forse un po' troppo spettacolarizzato e le ultime ore della ragazza premono eccessivamente sul tasto del sentimentalismo.
La Rosa Bianca è stato premiato al Festival di Berlino 2005 per la miglior regia e la miglior interpretazione femminile. Un giudizio poco condivisibile per ciò che riguarda la direzione del film. Julia Jentsch, una Sophie Scholl fremente e al tempo stesso controllata, offre invece una prova superba, di grande immedesimazione, dimostrando che recitare questo ruolo le è servito anche per una sua riflessione personale. "La questione del coraggio civile riaffiora spesso - dice l'attrice - Sophie ci obbliga a chiederci come ci comporteremmo. Agiamo veramente sempre in coscienza? Quanto saremmo disposti a rischiare in nome degli ideali?".
E' vero, il film mette di fronte a questi interrogativi, costringe a confrontarsi con le proprie convinzioni, a ipotizzare gesti di coraggio che oggi non ci vengono richiesti, almeno non a questi livelli. Ma forse si può essere coraggiosi e coerenti anche di questi tempi, nuotando un poco controcorrente...

Aggiunto 22 ore 38 minuti più tardi:

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