MaraHC
MaraHC - Ominide - 2 Punti
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chi ha un saggio bReve sull'alcolismo?
coltina
coltina - Genius - 11961 Punti
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eccolo: https://www.skuola.net/forum/italiano/saggio-breve-sull-alcolismo-34887.html

mitraglietta
mitraglietta - Mito - 62635 Punti
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cosa ti serve? esattamente anche gli effetti sul conducente?
Questo tema l'ho portato inserendolo nella tesina vedi un pò se ti può andar bene.

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STATO FISICO DEL CONDUCENTE
1)La guida sotto l’effetto dell’alcol
L’assunzione di alcol influenza la guida rendendola meno sicura poiché influisce negativamente sulla rapidità di riflessi, inducendo a eccitazioni e imprudenza alla guida oppure portando anche alla sonnolenza e diminuzione delle capacità di concentrazione e attenzione. La guida in stato d’ebbrezza comporta pericolo per la circolazione.
Sotto l’influenza da alcol il guidatore è soggetto a:
Potenziamento di effetti negativi di psicofarmaci ingeriti;
Errata valutazione della velocità e della distanza di sicurezza;
Perdita del senso di equilibrio e coordinazione dei movimenti.
Il pericolo degli incidenti aumenta con l’aumentare della concentrazione alcolemica nel sangue. Il conducente viene considerato alla guida in stato di ebbrezza quando la sua concentrazione alcolemica supera lo 0,5 g/l nel suo sangue. Dopo aver abusato delle sostanze alcoliche il conducente dovrebbe aspettare almeno 2 ore prima di rimettersi, cioè quando è cessato l’effetto dell’alcol. Gli agenti di Polizia possono valutare lo stato fisico del conducente sottoponendo quest’ultimo a un rapido test, il cosiddetto “test dell’etilometro”. Se il test dà esito positivo gli organi della Polizia possono sottoporre il conducente a esami più approfonditi anche portandolo in ospedale. Il rifiuto da parte del conducente di sottoporsi al test equivale all’essere considerati in stato d’ebbrezza da alcol. Accertata l’infrazione commessa dal conducente viene ritirata la patente di guida del trasgressore in attesa della sospensione. Per i conducenti di autobus, veicoli con 3,5 T di massa complessiva o anche complessi di veicoli, in caso di guida in stato d’ebbrezza al conducente è prevista la revoca della patente. Se il tasso alcolemico trovato nel sangue sia superiore a 1,5 g/l, oltre alle normali sanzioni il prefetto può predisporre la sospensione a tempo indeterminato, fino a visita medica specialistica che ne possa accertare se il conducente non sia più un’etilista cronico o abituale.

TASSO ALCOLEMICO - CAUSA
 0,4 g/l 2 bicchieri di vino o 1 bicchiere di birra o 1 bicchiere di liquore
 0,5 g/l 3 bicchieri di vino o 3 birre piccole o 2 bicchierini di liquore
 0,8 g/l 4 bicchieri di vino, 2 birre grandi, o 3 bicchierini di liquore
 1,2 g/l 6 bicchieri di vino o 4 bicchierini di liquore

EFFETTI
 0,4 g/l Diminuzione della vista laterale e profondità di campo
 0,5 g/l Euforia, diminuzione dell’attenzione e sottovalutazione del pericolo. Visione alterata e difficoltà a calcolare le distanze
 0,8 g/l Mancanza della precisione e perdita della reazione
 1,2 g/l Effetti secondari accentuati, visione doppia e sfuocata, percezione errata dei colori

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LE MALATTIE EPATOBILIARI
Il fegato è un organo deputato alla produzione e secrezione nell’intestino della bile, fondamentale per la digestione e numerose funzioni metaboliche. Può essere colpito da varie patologie che possono alterare le sue funzionalità. Molte malattie spesso non vengono diagnosticate immediatamente perché il fegato continua a funzionare in maniera corretta, a volte la diagnosi avviene quando oramai la patologia è in fase avanzata.

INDICAZIONI DIETETICHE NELLE MALATTIE EPATOBILIARI
Nelle malattie del fegato acute o anche molte volte croniche la dieta è molto importante per il benessere della persona affetta. La “dieta in bianco” difficile da seguire può compromettere in tempi lunghi lo stato di nutrizione del malato perché priva il fegato e l’organismo di proteine e grassi indispensabili all’equilibrio metabolico. Gli ammalati cronici di questa malattia necessitano di una dieta equilibrata sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo e con un giusto apporto di proteine, grassi e zuccheri.
Si è creduto che alcuni alimenti fossero dannosi per il fegato. Soltanto all’alcol viene imputata un’azione un azione nociva nei confronti del fegato e come misura dietetica è fondamentale l’astensione assoluta dall’acol.
E consigliabile anche limitare i grassi da condimento e preferire quelli vegetali (olio d’oliva, di semi); i fritti possono essere consumati occasionalmente in modeste quantità.

L’EPATITE
E un’infiammazione del fegato che determina una distruzione degli epatociti, cioè le cellule che costituiscono il tessuto del fegato. L’epatite spesso è causata da infezioni virali (epatite virale) ma anche batteri possono esserne i responsabili. Quella dovuta a fenomeni di intossicazione è detta epatite tossica da farmaci, droghe, sostanze presenti in ambienti di lavoro possono determinarne le alterazioni delle funzionalità del fegato. Le epatiti virali possono presentarsi in forma acuta oppure cronica quando la malattia va oltre i 6 mesi.
Le forme acute sono causate generalmente da virus dell’epatite A, B, C e si manifestano con malessere generale, inappetenza, nausea, debolezza, mal di testa, dolori addominali e febbre. Il sintomo caratteristiche è l’ittero: le mucose, la cute e i tessuti assumono una colorazione giallastra dovuta alla presenza di pigmenti biliari.
Le forme croniche quella del virus dell’epatite C non producono sintomi evidenti se non la spossatezza, e scarsa resistenza alla fatica.

INDICAZIONI DIETETICHE NELL’EPATITE
- Astensione assoluta dall’alcol
- Cucinare i cibi in maniera semplice
- Frazionare i pasti per minizzare l’impegno digestivo
- In caso di ittero limitare la quota lipidica

LA CIRROSI EPATICA
La cirrosi è una malattia del fegato caratterizzata da grave e irreversibile alterazione delle cellule epatiche che si atrofizzano e degenerano. Porta ad una anomalia della struttura del fegato con conpromissione delle funzioni epatiche. Può derivare da epatiti, infezioni batteriche e parassitosi, consumo di farmaci e abuso di alcol. La cirrosi alcolica è la forma cirrotica comune nei paesi industrializzati con causa principale l’acolismo cronico. Si manifesta generalmente con dolore addominale, tensione al fegato, diarrea, inappetenza, ittero, debolezza muscolare e perdita di peso. Può avere gravi complicanze dovute all’accumulo di sostanze tossiche a livello del sistema nervoso con comportamenti anomali, stati confusionali, irritabilità e coma epatico che porta anche alla morte. Altra complicanza può essere la ritenzione idrica cioè la raccolta di liquidi generalmente localizzata nell’addome e arti inferiori, disturbi alla coagulazione sanguigna ed emorragie nel tubo digerente. In caso di ritenzione idrica l’alimentazione deve essere povera di sale escludendo quindi gli alimenti come dadi da brodo, alimenti sotto sale ed essiccati e formaggi.

INDICAZIONI DIETETICHE NELLA CIRROSI
- Astensione assoluta dall’alcol
- Scegliere sistemi di cottura semplici
- Limitare l’introduzione di sale: insaporire con erbe e spezie
- Frazionare i pasti minizzando l’impegno digestivo
- Consumare alimenti ricchi di vitamine idrosolubili
- In caso di ittero limitare la quota lipidica

BEVANDE ALCOLICHE: SE SI, CON MODERAZIONE
Il corpo umano è capace di metabolizzare senza danni una certa quantità di alcol etilico. La dose giornaliera di alcol accettabile è di 0,6 g/kg di peso e si ritiene che 1g di alcol/kg di peso è la quantità massima da non superare assolutamente. Comunque è scientificamente dimostrato che un consumo moderato di bevande alcoliche sembra esercitare effetti positivi sul sistema cardiovascolare e apparato digerente. Chi non ha problemi di salute o di peso può concedersi il piacere del consumare bevande alcoliche e superalcoliche con la massima moderazione. L’alcol deve essere evitato nell’infanzia, nella gravidanza e nell’allattamento. L’alcol è capace di attraversare la placenta e passare nel latte materno danneggiando così il bambino.
E bene:
se si consumano bevande alcoliche di farlo con moderazione;
non consumare le bevande alcoliche a stomaco vuoto ma durante i pasti;
preferire bevande alcoliche a bassa gradazione come vino e birra;
astenersi dall’assumere bevande alcoliche durante l’età evolutiva (bambini e ragazzi con età inferiore a 18 anni), sconsigliato anche alle donne in gestazione e allattamento;
ridurre il consumo di alcolici nella terza età;
non consumare alcolici quando si assumono medicinali e moderare il consumo e/o astenersi dall’assumere alcolici quando si presentano occasioni in cui è necessaria maggiore attenzione e rapidità di riflessi (guida di autoveicoli).
Le bevande superalcoliche hanno un alto potere energetico (1g/7 kcal), che però non forniscono principi nutritivi e data l’alta gradazione alcolica, il loro consumo deve essere effettuato con moderazione. Gli effetti dell’abuso da alcol sono a carico:
dell’apparato digerente, l’alcol provoca irritazioni alle mucose, all’esofago e allo stomaco;
del fegato, organo maggiormente colpito in quanto si svolge il metabolismo dell’alcol. Le cellule usano l’alcol per produrre energia che comunque comporta un aumento dei trigliceridi che si acculumano nelle cellule. Si può anche arrivare nei casi gravi alla degenerazione del tessuto epatico (cirrosi);
del sistema nervoso centrale e periferico, con conseguenze di manifestazioni psichiatriche (dipendenza, allucinazioni);
dell’apparato cardiovascolare, l’alcol può provocare scompensi cardiaci e dilatazione dei vasi capillari con conseguente degenerazione arteriosa;
del sistema immunitario, poiché viene abbassato il livello delle difese immunitarie del nostro corpo.

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