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qualcuno si è letto "opportunità e contraddizioni di internet" (di Marisa Patarino) ?...potete farmi una sintesi di 5/10 righe? please <3

coltina
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Il testo è questo?

Marisa Patarino

Introduzione:

La globalizzazione ha indubbiamente trovato un formidabile strumento di diffusione e di affermazione nell'uso di Internet. Questo straordinario veicolo di progresso non ha avuto un'applicazione omogenea in tutti i Paesi del mondo: il rapporto annuale dell'ONU sullo sviluppo, dedicato al ruolo e all'utilizzazione delle nuove tecnologie, denuncia ancora forti squilibri

nella loro distribuzione mondiale, sottolineando come l'industria del settore informatico risponda troppo spesso soltanto ai bisogni dei consumatori ricchi. Alcune esperienze sembrano tuttavia incoraggianti: occorrerà ancora del tempo, ma l'accesso a Internet è sicuramente destinato ad allargarsi anche ai popoli in via di sviluppo e contribuirà sempre più ad attenuare il divario tra Nord e Sud del mondo.

Testo:

In questi ultimi anni la diffusione di Internet è stata spettacolare. Un'espansione inarrestabile, destinata a raggiungere ogni angolo del pianeta. Gli esperti sembrano concordi nell'affermare che nei prossimi anni il numero di internauti dovrebbe raddoppiare, ma non è garantito che il fenomeno presenti una distribuzione uniforme. Un terzo della popolazione mondiale, infatti (circa 2 miliardi di persone) non dispone di energia elettrica e solo il 15 per cento è collegato a una linea telefonica. Alcuni esperti del settore temono che la diffusione di Internet in Africa e negli altri Paesi in via di sviluppo dovrà fare i conti con la carenza delle infrastrutture, con la saturazione della possibile domanda e con il ridotto tasso di alfabetizzazione della popolazione. Come può districarsi nel labirinto di Internet chi non è mai stato a scuola? Oggi, i dati sono eloquenti: in America Latina si contano 16 milioni di utenti di Internet, mentre in Africa solo 3 milioni di persone navigano nel mare del web. Sembra dunque che esista una frattura tra Nord e Sud del pianeta anche a questo proposito. Per il decollo di Internet nei Paesi che finora sono stati raggiunti dal fenomeno solo in misura marginale, è indispensabile un sostegno iniziale: la realizzazione di infrastrutture e l'acquisizione di tecnologie. Nei Paesi in via di sviluppo, il web potrebbe svolgere funzioni specifiche in svariati ambiti. Ad esempio, potrebbe servire ad arginare i brogli elettorali, piuttosto frequenti nei Paesi del Sud del mondo. Anche i gruppi che lavorano per difendere i diritti dell'uomo, e che spesso devono agire in tempi rapidi, possono trovare in Internet un mezzo efficace. Ad esempio, gli indios Tlapanecos, in Messico, denunciano sul loro sito gli abusi di cui sono vittime. È molto signifÌca· tivo, a questo proposito, l'atteggiamento assunto dai regimi totalitari nei confronti di Internet: è noto che in Cina si tenta di imporre una censura sui contenuti dei messaggi diffusi tramite il web, mentre in Iran incombe sui cybercafè la minaccia di chiusura. È difficile ipotizzare che Internet costituisca una soluzione miracolosa per i problemi del Sud del mondo. Non ridurrà i problemi di malnutrizione e non porterà l'acqua nei villaggi che ne sono privi. È però uno strumento interessante, che può essere messo al servizio, ad esempio, dei programmi di volontariato per lo sviluppo. Ma è necessario che la comunità internazionale incoraggi queste iniziative. Tuttavia, sebbene la frattura tra Nord e Sud rimanga molto ampia, anche nei Paesi in via di sviluppo si è registrato un incremento della diffusione di Internet e il gap rispetto ai Paesi industrializzati si è ridotto. Il rapporto è passato da 1:10 a 1:3; queste statistiche non tengono conto dell'uso collettivo di Internet, praticato nei cybercafé che si sono recentemente diffusi in particolare nei Paesi in via di sviluppo, e dove non di rado occorre aspettare il proprio turno per usufruire del personal computer disponibili per le connessioni, tanto è il successo di questi centri. Il numero effettivo di utenti è dunque superiore al dato fornito dalle statistiche. Nei Paesi del Sud del mondo, le carenze in termini di infrastrutture e di capacità di investimento sono innegabili, ma esistono spazi di intervento molto ampi per quanto riguarda i contenuti. Nell'aprile 2001, ad esempio, la Banca Mondiale ha patrocinato sessioni di inse· gnamento a distanza organizzate da Pa rigi grazie a collegamenti satellitari verso alcuni Paesi africani. È pensabile che in un prossimo futuro le costose trasferteru professori ed esperti si riveleranno sem pre meno necessarie, e che sarà possibile raggiungere un'effìcienu maggiore a costi più ridotti. Un'esperienza a questo riguardo intere-· il Senegal: nella sua capitale, Dakar, è stato aperto recentemente un e-campus. Il dinamismo e l'ingegnosità dei giovani africani sonG sorprendenti e costituiscono un motivo di speranza, perché sonol: prova di un'apertura verso il mondo e della volontà di rifìutareL marginalizzazione. L'industria informatica indiana vanta risultati di tutto rispetto: da1992 le esportazioni sono aumentate del 50 per cento all'anno e in questi ultimi anni il fatturatodel settore ha raggiunto gli 1l miliardi di dollari. Inoltre, l'India è il Paese che, dopo gli Stati Uniti, conta il maggior numero di informatici ed è qui che le multinazionali preferiscono far realizzare i loro software. In India vengono aperte scuole di informatica anche nei villaggi più modesti e i giornali pubblicano annunci relativi a corsi di informatica che, al raggiungimento del diploma finale, promettono uno stipendio eccellente e persino un lavoro negli Stati Uniti. L'informatica sarebbe la bacchetta magica che consentirebbe di costruire una brillante carriera a livello individuale e di far uscire l'India, collettivamente, dalla situazione di sottosviluppo. Questa immagine, però, deve essere ridimensionata. Malgrado un innegabile successo, il settore dell'informatica rappresenta solo lo 0,8 per cento del PIL indiano con 800 mila occupati, contro il 27 per cento dell'agricoltura, a cui si dedicano 150 milioni di indiani. Il sociologoDipankar Gupta, autore di studi sulla modernità (vera o presunta!) dell'India, afferma: «Certo, sussistono squilibri, ma 1'informatica ha anche offerto, più di qualsiasi altro settore, un lavoro ben pagato a molte persone, consentendo una certa promozione sociale. E questo è un fenomeno raro, in India». È però un dato di fatto che l'industria informatica non ha determinato alcuna influenza sulla maggioranza della popolazione. Nel Paese vivono un miliardo di abitanti, ma esistono solo 5 milioni di personal computer e un milione di abbonati a Internet.

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