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diego 11
diego 11 - Habilis - 229 Punti
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Ragazzi e lunghissima mi aiutate con questa traduzione ...x favore

Martin Luther King
Martin Luther King can be considered one of the greatest peaceful political leader of the 20th century.He wanted to assert Blacks' rights but with peaceful means. He was born in Atlanta, Georgia,in the Southern part of U.S.A. in 1929. While he was a student at a seminary in Philadelphia, he became enthusiastic about the writings of Mahatma Gandhi.In 1954 he became minister of a small Negro Church in Montgomery.Here he organized the first non - violent protest against racial discrimination (the mass boycott of the Montgomery bus Company).This protest originated from an episode of intolerance:a black woman,Rosa Parks,was arrested because she had taken a seat reserved for white people on a bus.Soon he became famous for his peaceful protest giving a positive turning point to the Black Freedom Movement. He was arrested many times and his home was destroyed by a bomb.The terrible ''Ku-Klux-Klan'' organized numerous punitive expeditions for the members of this pacifist movement.In 1963 M.L.Kingf led a great peaceful march for civil rights to Washington with no violent action and finally in 1964 the American Congress,thanks to the help of the President Kennedy,passed the 'Civil Right Act'' In the same year M.L. King was awarded the Nobel Peace Prize. In 1965 the Congress passed another important law,the ''Voting Right Act'' extending the right to vote to Blacks.Later M.L. King continued his battles to help black people to get better working and living conditions but in 1968 he was assassinated while he was standing on the balcony of his hotel room.
''I Have A Dream''
''We must not allow our creative protest to
degenerate into physical violence.
We cannot be satisfied as long as the
Negro's basic nobility is from a smaller
ghetto to a larger one.We can never be
satisfied as long as our children are stripped
of their selfhood and robbed of their
dignity by signs starting''For Whites only''
We cannot be satisfied as long as a Negro
in Mississipi cannot vote and a Negro in
New York believes he has nothing for
which to vote.
I say to you today,my friends,even though
we face the difficulties of today and
tomorrow I still have a dream
I have a dream that one day on the red
hill of Georgia the sons of former slaves
and the sons of former slaveowners will
be able to sit down together at the table of
brotherhood.
I have a dream that my four children will
one day live in a nation where they will not
be judged by the colour of their skin but by
the content of their character.
I have a dream today! I have a dream that
one day down in Alabama little black boys
and little black girls will join hands with
little white boys and little white girls as
sister and brothers...I have a dream today!
We will work together,pray together,go to
jail together knowing that we will be free one day ...
That day all of God's children ...will sing in
the words of the old Negro spiritual:''Free
at last,free at last .Thank God Almighty,
we are free at last''.
[From Martin Luther King Jr's speech in Washington DC on August 28,1963]

eleo
eleo - Moderatore - 20789 Punti
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Martin Luther King può essere considerato uno dei più grandi leader politici pacifici del ventesimo secolo. Voleva affermare i diritti dei neri ma con mezzi pacifici. E’ nato in Atlanta, Georgia, nella parte meridionale degli Stati Uniti, nel 1929. Mentre era studente in un seminario a Philadelphia, si entusiasmò degli scritti di Mahatma Gandhi. Nel 1954 divenne ministro di una piccola chiesa di neri in Montgomery. Lì organizzò la prima protesta non violenta contro la discriminazione razziale (il boicottaggio di massa della Montgomery bus Company). Questa protesta si originò da un episodio di intolleranza: una donna di colore, Rosa Parks, fu arrestata perché sull’autobus si era seduta su un posto riservato alle persone bianche. Presto diventò famoso per la sua protesta pacifica, dando un positivo punto di svolta al Movimento di libertà dei Neri. Fu arrestato varie volte e la sua casa fu distrutta da una bomba. Il terribile “Ku-Klux-Klan” organizzò varie spedizioni punitive per i membri del movimento pacifista nel 1963. Martin Luther King diresse una grande marcia pacifica per i diritti civili su Washington senza azioni violente e alla fine nel 1964 il congresso americano, grazie all’aiuto del presidente Kennedy fu approvato l’atto dei diritti civili. Nello stesso anno M. L. King fu premiato con il premio Nobel. Nel 1965 il congresso approvò un’altra importante legge, il Voting Right Act, estendendo il diritto di voto ai neri. Successivamente M. L. King continuò le sue battaglie per aiutare le persone di colore a ottenere condizioni di vita e lavoro migliori, ma nel 1968 fu assassinato mentre era affacciato al balcone della sua camera d’albergo.

Ho un sogno
Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima.

Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli.

E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro. Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: "Quando vi riterrete soddisfatti?" Non saremo mai soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori a cui viene sottoposto dalla polizia.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono:"Riservato ai bianchi". Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente.

Non ha dimenticato che alcuni di voi sono giunti qui dopo enormi prove e tribolazioni. Alcuni di voi sono venuti appena usciti dalle anguste celle di un carcere. Alcuni di voi sono venuti da zone in cui la domanda di libertà ci ha lasciato percossi dalle tempeste della persecuzione e intontiti dalle raffiche della brutalità della polizia. Siete voi i veterani della sofferenza creativa. Continuate ad operare con la certezza che la sofferenza immeritata è redentrice.

Ritornate nel Mississippi; ritornate in Alabama; ritornate nel South Carolina; ritornate in Georgia; ritornate in Louisiana; ritornate ai vostri quartieri e ai ghetti delle città del Nord, sapendo che in qualche modo questa situazione può cambiare, e cambierà. Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione.

E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.

Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.

Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere.

Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York.

Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania.

Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve.

Risuoni la libertà dai dolci pendii della California.

Ma non soltanto.

Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia.

Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee.

Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà.

E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: "Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente".

Fonte: http://www.giovaniemissione.it/testimoni/kingdream.htm

:hi

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