• Greco
  • Versione per domani (212856)

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ercaliffoderoma
ercaliffoderoma - Habilis - 254 Punti
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Mi servirebbe la traduzione (più letterale possibile) entro stasera di due versioni (ovviamente se me ne fate solo una ne sarei comunque molto grato). Vi allego le foto (Il libro è "Praktéon" e sono la 102 e 115).

Prima versione: http://s18.postimg.org/qbrr0uw89/image.jpg
Seconda versione: http://s27.postimg.org/s4m8vtxc3/image.jpg

Grazie :satisfied
Tony83
Tony83 - Mito - 30579 Punti
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Le prime fasi della battaglia navale nei pressi di Siracusa
Quando i primi Ateniesi si avvicinarono alla barriera, attaccando con l'impeto iniziale avevano la meglio sulle navi schierate vicino ad essa e cercavano di rompere le catene: ma, dopo di ciò, quando i Siracusani e gli alleati si lanciarono da tutte le parti contro di loro, la battaglia navale non si svolgeva più soltanto vicino alla barriera, ma anche nel porto, e fu violenta e come nessuna delle precedenti. Infatti, grande era da tutte e due le parti l'ardore da parte dei rematori nel navigare contro quando veniva dato l'ordine, inoltre, grande (era) l'abilità dei nocchieri e la rivalità tra l'uno e l'altro; e i marinai si preoccupavano, quando una nave si scontrava con un'altra, di non essere inferiore all'abilità altrui in relazione alle attività sul ponte della nave e ognuno era ansioso di mostrarsi superiore in ciò che gli era stato assegnato. Mentre in poco spazio si scontravano molte navi (infatti, numerose combatterono nello spazio più ristretto: infatti, mancava poco che entrambe le flotte fossero 200), gli assalti erano pochi per il fatto che non erano possibili indietreggiamenti e manovre per trapassare le navi nemiche, invece, gli urti, quando capitava che una nave per caso si scontrava con un'altra o mentre fuggiva o mentre si lanciava all'attacco da un'altra parte, erano più frequenti. E durante il tempo in cui una nave andava all'assalto, gli uomini che erano sul ponte della nave gettavano si servivano contro di essa di giavellotti, frecce e pietre in abbondanza; poi, quando quando si erano accostate, i marinai, venendo alle mani, cercavano di salire sulle navi degli uni e degli altri.

Aggiunto 1 ora 3 minuti più tardi:

Le competenze acquisite sono inalienabili
"È vergognoso, o giovane, che colui che vuole nella repubblica esser comandante, pur potendo imparare questo (questa arte), lo trascuri. E costui potrebbe giustamente essere punito dalla città molto di più di uno che prendesse a fare delle statue a prezzo accordato senza aver imparato a realizzare statue (l'arte della scultura). Infatti, poiché l'intero stato nei pericoli di guerra si affida ad un comandante, è verosimile che se costui conduce bene, si verificheranno grandi beni e se sbaglia (si verificheranno) mali. Come, dunque, colui che trascura di imparare questa arte, non sarà giustamente punito quando si adopera per essere eletto?" Dunque, dicendo cose siffatte, lo persuase ad andare a impararla. Dopo che poi ritornò ammaestrato, lo prese in giro dicendo: "Non vi sembra, o amici, che, come dice Omero che Agamennone era venerando, così anche costui, avendo imparato ad essere comandante, appaia più venerando? E, infatti, come colui che ha imparato a suonar la cetra, anche se non la suona è citarista, e colui che ha imparato a curare (l'arte della medicina), anche se non cura, è ugualmente medico, così anche costui a partire da questo momento continua ad essere comandante anche se nessuno l'abbia eletto. Chi poi non si è ammaestrato non è né capitano né medico, quantunque sia stato eletto da tutti gli uomini."

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