francescolaekker
francescolaekker - Erectus - 70 Punti
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ciao ragazzi, chi mi può aiutare a scrivere un saggio breve?
l'argomento è ampio, cinema, tv, internet... puo essere la relazione tra grande schermo e piccolo schermo o l'importanza dei telefilm, o film in streaming vs cinema o qualsiasi altra cosa riguardante questo argomento. bisogna trovare un titolo e poi sviluppare un saggio breve in 5 paragrafi: Introduzione, Primo argomento a supporto della tesi, Secondo argomento a supporto della tesi, Terzo argomento a supporto della tesi e Conclusione. bisogna anche usare un libro per citazioni e bibliografia sull'argomento ma volendo anche altri articoli che si trovano su internet oppure altri libri.
grazie mille!

sampei171
sampei171 - Genius - 7419 Punti
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1)
Il problema dell’irrealtà trasmessa dai programmi televisivi affonda le sue radici in due campi completamente differenti, accomunati solo dal sottile filo della psicologia.Il primo costituisce l’insieme di motivazioni che spingono l’autore televisivo ad impostare il suo programma. Il secondo è la situazione psicologica dell’ascoltatore che si sente “motivato” a guardare una determinata trasmissione.L’autore televisivo sfrutta la debolezza della società odierna.Nel ventunesimo secolo, la vita è estremamente frenetica, i giorni sono scanditi ritmicamente da scadenze fisse: la sveglia alle 6:45, l’autobus alle 7:15, l’ufficio alle 9:00, eccetera…
L’individuo passa il tempo in funzione della scadenza successiva, vivendo così in maniera metodica e abitudinaria.
Il lavoratore, come lo studente, torna a casa stanco dalla sua attività e avverte la necessità di “distaccarsi” dal mondo reale, cercando rifugio nel mondo virtuale creato dalla televisione.
Proprio in questa situazione entra in gioco l’astuzia del produttore, che imposta le trasmissioni seguendo uno schema-base ben delineato: vita – problemi quotidiani – deviazione – realtà ricreata.Prendiamo come esempio il “Grande Fratello”, prova lampante a sostegno della mia teoria.Il programma parte da un tema centrale, cioè la vita e il comportamento di un insieme di persone diverse all’interno dello stesso ambiente.
Qui l’ascoltatore “conosce” i protagonisti e si fa delle idee a proposito: simpatie, antipatie, ecc…Il secondo passo è la creazione della realtà simulata: iniziano i litigi, le discussioni, gli amori, ecc… come nella vita reale. Ora lo spettatore si “cala nel ruolo” e si impersonifica nei vari soggetti, spesso interagendo empaticamente con essi.
La terza fase è la deviazione del problema, che viene “sminuito” dalla frivolezza dei personaggi. Proprio alla fine di questa fase (che si crea automaticamente nell’ascoltatore), si genera la “realtà ricreata”: lo spettatore percepisce i problemi quotidiani in maniera più graduale e “delicata”. Consigli per le tue vacanzeStudia con il metodo americanoSchool of Love, impara ad amareNella sua mente si crea una sorta di “realtà alternativa” che lo rilassa.L’individuo è ora parte integrante della “realtà televisiva”: segue ogni avvenimento con interesse (a volte maniacale); parla con altri spettatori in maniera animata riportando ogni evento accaduto nel contesto televisivo. Spesso si agita eccessivamente nell’apprendere di nuovi amori o litigi, come se accadessero nella sua stessa vita alle persone che conosce personalmente.Ma il vero problema non consiste nel seguire con più o meno attenzione il programma, bensì nella dipendenza psicologica che esso provoca.Lo spettatore non può fare a meno di seguire la trasmissione: un amico che lavora all’ufficio della Tv digitale “Sky” mi spiegava che arrivano persone in lacrime perché a causa del malfunzionamento del decoder non riuscivano a vedere il “Grande Fratello”
La trasmissione – spazzatura diventa una sorta di “droga”, che se sottratta genera gli stessi effetti di una vera astinenza: nervoso, irritabilità, agitazione.Nell’adolescente le conseguenze sono ancora più serie.
L’età che va dai 13 ai 16 anni è contraddistinta dal cambiamento, dalla ricerca di un’identità, dal confronto che si cerca tramite “modelli”, che purtroppo sono anche i “vip” della tv, quelle statuine perfette dalla vita simile ad una fiaba…Il problema è che non è accettabile un paragone tra una ragazzina e una velina, ma purtroppo le adolescenti cadono nell’errore di compararsi con personaggi esteticamente perfetti, finendo per deprimersi vedendo le differenze.Ci ritroviamo a dover “consolare” adolescenti con complessi d’inferiorità, che possono generare delle vere e proprie “fobie sociali”, in altre parole la paura persistente di una o più situazioni nelle quali l’individuo è esposto al possibile giudizio degli altri ed ha paura di fare qualcosa o di agire in modo tale da rimanere umiliato o imbarazzato.
Nelle nostre menti non ci sarà solo la realtà della vita, ma anche quella virtuale, con i suoi problemi, che faranno parte quindi di noi…
Svegliamoci, perché la tv si spegne, i problemi della vita reale no…

2)Viviamo nel 2013 in un mondo in cui la tecnologia invade e condiziona le nostre vite, e sempre di più noi non ne possiamo fare a meno: un esempio possono essere i cellulari delle ultime generazioni che,oltre a svolgere le funzioni di un normale telefono, sono in grado di sviluppare funzioni sempre più elaborate, paragonabili quasi a quelle di un computer poiché ci permettono di collegarci ad internet ed interagire coi nostri amici attraverso i social network.Col diffondersi delle tecnologie, inevitabilmente si diffonde anche la conoscenza per poterle usare, data la diffusione di social network come Facebook e Twitter ognuno nello sperimentare sempre nuove funzioni di essi, finisce per ignorare la potenziale pericolosità di ciò che si fa ponendosi a rischio molto più facilmente di quanto si possa pensare, poiché attraverso i nostri profili si può accedere ai nostri dati sensibili come numeri di telefono ed indirizzo della nostra abitazione.
Questa pericolosa esposizione al rischio, seppur spesso involontaria, è comunissima tra i giovanissimi: bambini di 10-12 anni sono sempre più esperti nell'usare internet molte volte senza il controllo dei genitori e sono vittime in alcuni casi di furto d'identità, pedofilia e nel peggiore dei casi di violenze sia fisiche che psicologiche.
Internet dovrebbe tornare ad essere un "luogo" sicuro per tutti e se tutti contribuissero a renderlo tale, non sarebbe un'idea così lontana, ma molti malintenzionati trovano divertimento nel nascondersi con identità false per importunare chi naviga tranquillamente. Ognuno di noi può contribuire a combattere questo problema: una soluzione semplice sarebbe quella di non parlare con sconosciuti via chat e non scambiare con essi i dati sensibili come il numero di telefono, anche se non possiamo giudicare male una persona credendola malintenzionata ancora prima di conoscerne i propositi. Come ci suggerisce un articolo de "La repubblica" scritto da una ragazza delle medie, su internet siamo noi che dobbiamo decidere se seguire una strada sicura, senza rischiare ed essendo sempre consapevoli e responsabili di ciò che si fa, oppure se seguire una strada cattiva costellata di chat con sconosciuti, scambi di informazioni, senza pensare alle conseguenze, e di siti poco attendibili o di contenuti poco adatti alla propria età.
Scopri se sarai bocciatoTest per scegliere l'UniversitàStudia con il metodo americanoDovremmo quindi imparare a non diventare schiavi della tecnologia bensì ad esserne padroni.D'altro canto è anche vero che su internet ognuno è libero di fare ciò che vuole, quindi si deve sempre essere cauti in caso ci trovassimo a dover segnalare un abuso.Tuttavia non si può negare che oltre alla pericolosità, le chat hanno dei vantaggi; la maggior parte delle volte ci permettono di rimanere in contatto più facilmente con persone che non vediamo spesso: per esempio gli amici delle vacanze o parenti lontani, come può testimoniarci una ragazza delle medie nel suo articolo "chattare è bellissimo", in cui racconta di poter parlare coi suoi cugini che abitano lontano e che non vedeva da tempo. Sicuramente la tecnologia ha contribuito ad accorciare le distanze, ma bisogna saper usarla cautamente per poter avere un'esperienza sociale sempre al meglio delle possibilità.

Fonte: https://www.skuola.net/temi-saggi-svolti/saggi-brevi/televisone-psiche.html

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