puccina92
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quali sono gli aspetti coerenti ed incoerenti del pensiero di fichte e di schelling
Francy1982
Francy1982 - Mito - 119085 Punti
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immagino ti riferisci all'idealismo?
Una delle correnti idealiste più note è quella romantica dell'idealismo tedesco, che pone come fondamento della filosofia l'identificazione tra il mondo reale, naturale e storico, e un principio infinito (Dio). Esso raggruppa tre filosofi principali, che sono in ordine cronologico: Fichte, Schelling ed Hegel. Questa corrente si sviluppa dopo l'opera di Kant attraverso una discussione del suo criticismo. I filosofi idealisti infatti negano l'esistenza del noumeno, che era per Kant la realtà esterna al soggetto, situata al di là dei nostri limiti conoscitivi; ed affermano soltanto il fenomeno (la realtà come noi la conosciamo), ottenendo il risultato che può esistere solamente ciò che si trova nella nostra coscienza. Uno degli elementi più significativi dell'idealismo consiste proprio nel primato della coscienza.

Il problema del noumeno kantiano era dovuto al fatto che, se fosse inconoscibile, neppure si sarebbe potuto postularne l'esistenza. Ammettere la sua esistenza indipendentemente dal soggetto è per Fichte una posizione dogmatica e irrazionale, che conduceva a un dualismo incoerente tra soggetto e oggetto, ovvero tra il noumeno e il cosiddetto io penso. Kant considerava l’io penso come una specie di coscienza che era la condizione formale senza la quale non potremmo pensare. Gli idealisti tedeschi diranno invece che l’io penso è l'origine trascendentale non solo della conoscenza ma anche dell'essere, sia dal punto di vista formale, sia dal punto di vista del contenuto. Il dualismo kantiano è superato dall'interazione di carattere pragmatico, artistico, creativo dell'uomo con il mondo, poiché entrambi appartengono allo stesso fondamento costitutivo.

Fichte prima, e poi Schelling, faranno dell'Io il principio assoluto a cui ricondurre l'intera realtà, che per la ragione può diventare così oggetto di scienza. Mentre però in costoro la ragione si limitava a riconoscere, ma non a riprodurre, l'atto creativo con cui il soggetto poneva l'oggetto (che restava prerogativa di una suprema intuizione intellettuale), sarà invece con Hegel che la ragione stessa diventa creatrice, attribuendosi il diritto di stabilire cosa è reale e cosa non lo è. «Ciò che è reale è razionale» sarà la summa del pensiero hegeliano: vale a dire che una realtà esiste solo se soddisfa certi criteri di razionalità, rientrando nella triade dialettica di tesi-antitesi-sintesi tipico del procedimento a spirale con cui l'Idea giunge infine a identificarsi con l'Assoluto.

In un'accezione più ampia vengono considerati idealisti anche alcuni filosofi del Novecento che traggono ispirazione, in forma più o meno accentuata, dall'idealismo romantico (in particolare dal pensiero hegeliano). Fra questi si suole includere gli italiani Benedetto Croce e Giovanni Gentile, il quale reinterpreta l'idealismo tedesco in un'ottica attualista. (tratto da wikipedia)

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