simifraki
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Ciao ragazzi! Mi sapete dire le differenze e le analogie tra Anassagra e Democrito? pf
MARTINA90
MARTINA90 - Genius - 4930 Punti
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I PLURALISTI I filosofi che la tradizione definisce pluralisti (Empedocle, Anassagora e Democrito), tentarono di conciliare le posizioni contrarie sostenute da Eraclito e da Parmenide, ossia l'assunto del divenire da una parte, e l'argomento delll'essere immutabile dall'altro. I tre filosofi cercarono di spiegare come l'apparenza indiscutibile del mutamento delle cose sensibili (la verità del molteplice) può comunque coesistere con il concetto di una originaria unità del Tutto (l'unità imprescindibile dell'essere). I pluralisti, infatti, devono il loro nome all'uso di attribuire il motivo della molteplicità e della distinzione delle cose sensibili a una pluralità di elementi diversi, sempre però ricondotti all'unità di un principio originario. Il motto dei pluralisti era nulla si crea e tutto si trasforma: la materia che forma tutte le cose è da sempre presente nell'universo ed è indistruttibile, non può essere generata e nemmeno distrutta (il concetto rimanda alle qualità all'essere parmendieo), l'universo è un sistema chiuso, ovvero tutto ciò che l'universo contiene non cresce e non decresce in quantità. Tale quantità costante di materiale cosmico cambia però di aspetto, e quindi muta, perché i suoi elementi semplici e originari si disgregano e si riaggregano ogni volta in combinazioni sempre diverse (concetto che rimanda alle qualità del divenire eracliteo). (segue)
http://doc. studenti. it/appunti/filosofia/empedocle-anassagora-democrito-pluralisti.html
ANASSAGORA
(500-427 a.C.)

Nato a Clazomene, nella Ionia, attorno al 500 a.C., nel 460 introduce per primo la filosofia ad Atene, dove fu maestro di Pericle. Nel 432, in seguito all'affermazione che il Sole e la Luna non sono divinità, ma fuoco e pietra, fu accusato di empietà. Processato, fu esiliato a Lampsaco, sull'Ellesponto.
I semi (o omeomerie). Anche Anassagora ritiene che ciò che è presente nel cosmo permanga in quantità costante, ma, diversamente da Empedocle, non crede che gli elementi originari siano solo quattro. Anassagora ritiene che tutti gli elementi del cosmo siano costituiti da semi (spèrmata) di numero infinito. Esistono i semi della carne, della roccia, della terra, del fuoco, e di tutte le sostanze, il fatto che una sostanza sia ciò che è, è dovuto alla presenza maggioritaria del seme di quella sostanza rispetto agli altri (la roccia è roccia perché in essa vi sono presenti in modo maggioritario i semi della roccia). Questo significa che in ogni cosa del cosmo sono presenti tutti i semi di tutte le cose, ma la specificità che la rende una cosa precisa è dovuta alla maggioranza del numero di semi di quella cosa precisa (ad esempio, nella roccia sono presenti anche i semi dell'acqua, ma la roccia è ciò che è perché in essa sono maggiori i semi della roccia). I semi saranno chiamati più tardi da Aristotele omeomerie (parti simili). I semi non hanno un numero definito, sono presenti nel cosmo in numero infinito, in quanto non sono entità indivisibili, ma divisibili all'infinito.
Il 'Nous'. Ma qual è la forza che permette ai semi di comporre le cose in parti diverse e dare così origine alla molteplicità delle cose? Mentre per Empedocle tale forza erano l'Amore e la Contesa, Anassagora chiama questa forza nous, ovvero Mente, Intelletto. Il nous è l'anima che muove ogni cosa e permette ai semi di aggregarsi nelle cose in parti diverse secondo un ordine voluto e non casuale.


DEMOCRITO
(460-360 a.C. circa)

Democrito nacque ad Abdera, in Tracia. Sviluppò la sua teoria da Leucippo, suo maestro.
L'atomo, ovvero l'indivisibile. Per ribattere le argomentazioni di Zenone sull'infinita divisibilità dello spazio, Democrito propose la teoria degli atomi: La materia non è divisibile all'infinito, ma si può dividere in particelle piccolissime e invisibili fino alle dimensioni di un atomo (in greco, àtomoi, senza divisione) e non oltre. L'atomo è dunque quell'entità minima della materia le cui diverse combinazioni danno origine a tutte le sostanze del cosmo.
L'atomo implica l'esistenza del vuoto entro il quale le particelle si muovono, e questo è in aperto contrasto con il concetto di non-essere parmenideo. Gli atomi si muovono in alto e in basso, si urtano e rimbalzano nel vuoto, intrecciandosi per andare a formare nuove sostanze. Democrito intende l'essere come pienezza dello spazio esteso, come riempimento dello spazio, e il non-essere come vuoto, con estensione non occupata dello spazio. Democrito afferma così che la verità è l'atomo e il vuoto, tutto il resto è opinione. Ente e niente (atomo e vuoto) sono le sole cose che esistono, le percezioni, le sensazioni di caldo e freddo, dolce e amaro, luce e buio, non sono la verità, ma solo l'apparenza sostenuta da una realtà di atomi e di vuoto.
Il vuoto esiste in quanto, se lo spazio fosse pieno in tutta la sua estensione, i corpi non si potrebbero muovere, rimanendo come imprigionati nella densità del pieno, così come le cose non potrebbero essere divisibili in parti, perché per dividere occorre avere a disposizione lo spazio vuoto necessario per la divisione (ad esempio, tagliando un albero occorre avere attorno abbastanza vuoto per permettere all'ascia di entrare nel legno).
Gli atomi sono infiniti, un vortice cosmico seleziona gli atomi secondo la loro grandezza e genera i quattro elementi: fuoco, acqua, aria e terra. Le sostanze sono combinazioni di atomi, i quali sono indivisibili e inalterabili per la loro solidità (i seguaci di Epicuro li ritenevano incorruttibili per la loro durezza, quelli di Leucippo per la loro piccolezza). I mondi sono infiniti, generati e corruttibili, combinazioni infinite di atomi. Il Sole e la Luna sono composti di atomi, l'universo stesso e tutte le cose rispondono a questo principio.
Il materialismo democriteo. Se tutto è composto di atomi e di vuoto, anche l'anima è composta da atomi, quindi è materiale, come gli dei, e come le sensazione e le emozioni. Mentre le cose materiali sono però facilmente quantificabili, le cose spirituali, seppur materiali, possono solamente essere giudicate secondo qualità. Quindi l'essere, secondo Democrito, può essere concepito solo in senso materialista, ovvero solo come occupazione e riempimento continuo dello spazio.
Il vortice atomico. Prima della divisione degli elementi l'universo si presentava come un'unica mescolanza che aveva un solo aspetto. In seguito, gli atomi più leggeri andarono verso l'alto (gli atomi dell'aria e del fuoco), gli atomi più pesanti

http://digilander.libero.it/syntmentis/Filosofia/Pluralisti.html

Aggiunto 4 minuti più tardi:

da skuola:
Democrito nacque ad Abdera, in Tracia nel 460 a.c.
Atomo: indivisibile, sono delle particelle minime e indivisibili della materia. Democrito afferma che gli atomi sono eterni, immutabili, indivisibili e privi di qualità sensibili. Queste caratteristiche sono quelle che lo accomunano all’essere di Parmenide. Le caratteristiche che differenziano l’atomo dall’essere sono che gli atomi sono di numero infinito, si muovono in uno spazio vuoto e sono di natura materiali mentre l’essere è finito, non accetta il vuoto ed è di natura immateriale. Gli atomi sono impercepibili tuttavia possiamo essere certi della loro realtà supponendo razionalmente la loro esistenza, si è certi perché essi formano le cose. Essi congiungendosi determinano la nascita delle cose e separandosi determinano la loro morte. La struttura profonda per gli atomisti è costituita da atomi e vuoto. Muovendosi nell’infinità del vuoto, gli atomi si aggregano e si staccano costituendo in tal modo l’infinità varietà delle cose, a seconda dell’ordine e della posizione in cui vengono a trovarsi nell’aggregato. Il vuoto corrisponde al non essere cioè ciò che consente di spiegare la molteplicità e il movimento. Gli atomisti e gli Eleati sostengono che esiste una conoscenza razionale e una sensibile(che deriva dai sensi), ma mentre gli eleati sostengono che tali tipi di conoscenza sono separati, la realtà razionale è vera mentre l’opinione e quindi quella sensibile è falsa. Per gli atomisti, pensiero e sensazione sono collegati perché attraverso i sensi conoscono la realtà sensibile e in seguito attraverso il pensiero elaborano tali dati, in modo da dare una spiegazione che giustifichi l’apparire di quelle cose in quel modo.
Meccanicismo: il sistema filosofico fatto solo di materia, in questo si spiega la natura e il reciproco urtarsi dei corpi, senza far ricorso ad alcuni principi ad essa esterni. Finalismo: spiega le cose dicendo lo scopo per cui esse esistono. L’atomismo è considerato anche materialista e “ateo” in quanto non ammette altre realtà se non la materia ed esclude ogni ipotesi di Dio. Il mondo, per Democrito è frutto della costante combinazione degli atomi, che nel loro momento caotico, si aggregano con differenti configurazioni, dando forme diverse alle cose. Sofisti: sapientissimo, colui che s’intende di tutto ciò di scibile, possedendo una sapienza ampia ed enciclopedica. Con l’avvento della sofistica il termine comincia a mutare di significato; sofista è colui che sa comunicare le proprie conoscenze agli altri e si propone come maestro, il suo sapere viene considerato vano, retorico e letterario, mentre le sue conoscenze appaiono superficiali. Il sofista è il maestro dell’arte politica e della retorica cioè l’abilità di trattare un qualsiasi argomento in modo da persuadere gli ascoltatori della giustezza della propria idea. Relativismo: dottrina secondo cui ogni credenza è relativa a un determinato punto di vista, nel caso della sofistica tale punto di vista va inteso come dipendente dalla società e dalla cultura d’appartenenza.

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