XxLeonchiefxX
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ho bisogno di alcuni argomenti di interesse culturale e sociale per fare un tema (è un argomento d'esame)
velociii!!!!! grazie a tutti
adam hicham faiz
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La legalità

Parcheggiamo in seconda fila, usiamo il cellulare quando siamo al volante, non rispettiamo le precedenze quando stiamo in fila ad uno sportello, imbrattiamo l'ambiente, ci assentiamo dal lavoro anche se non siamo realmente ammalati, evadiamo le tasse, sofistichiamo gli alimenti, ci facciamo raccomandare, chiediamo e concediamo favori calpestando con noncuranza i diritti altrui.

Noi italiani siamo un po' fatti così. Il nostro carattere nazionale, ammesso che sia così facile identificarlo, e sempre con la cautela cui ci devono indurre le generalizzazioni, si è forgiato in secoli di dominazioni straniere, di sfiducia e nello stesso tempo di qualunquistica acquiescenza verso il potente di turno, di insufficiente senso di appartenenza alla comunità nazionale.

Siamo il paese di Machiavelli e Guicciardini, le cui filosofie superficialmente assimilate ci inducono all'esaltazione dell'astuzia e alla cura del nostro interesse particolare. Siamo individualisti, anarchici, capaci di grandi ed isolati gesti eroici, ma più spesso di comportamenti meschini e immorali.

In una congiuntura economica particolarmente difficile come quella attuale, che vede il nostro Paese arrancare nella competizione globalizzata dei mercati ed incapace di sviluppare quella coesione e unità di intenti, necessarie a risollevare le sorti nazionali, la questione della legalità acquisisce un'inevitabile centralità nel dibattito politico e culturale.

Non passa giorno senza che i media segnalino scandali e storture. Le librerie pullulano di saggi di denuncia del malcostume e della corruzione, che caratterizzano la vita nazionale quasi in ogni ambito. Si descrive ormai l'Italia, con credibili argomentazioni, come un Paese ingessato in caste arroccate nella difesa dei propri privilegi e sorde alle istanze dettate dall'interesse generale, col sistema economico e sociale nazionale ormai al collasso.
Un'ipotetica, ma credibile classifica della legalità, stilata nel 2007 da Transparency International, collocava l'Italia al 41° posto, non soltanto dietro le grandi democrazie occidentali, ma anche dietro Ungheria, Cile e Slovenia.

Intanto, la povertà che si va estendendo nella popolazione, intaccando persino quel ceto medio che soltanto qualche decennio fa godeva di un certo benessere, reclama un cambiamento, soprattutto culturale e comportamentale, netto e rapido.
Siamo inoltre maturati come cittadini e diventiamo giustamente sempre più insofferenti verso l'ingiustizia diffusa.

Una cultura della legalità si sviluppa anzitutto, attraverso l'educazione. Un ruolo di primo piano spetta alla scuola. Già oberata da tanti compiti, la scuola deve assumersi il compito prioritario di formare cittadini consapevoli, sviluppando il senso civico dei giovani, e facendo loro comprendere come solo il rispetto delle regole permette di esercitare la libertà individuale e che soltanto il rispetto della cosa pubblica e dell'interesse generale possono garantirci un'elevata qualità di vita.
Quello di organizzare degli incontri nelle scuole sulla legalità è una tradizione che si sta consolidando e che darà senz'altro i suoi frutti nell'immediato futuro. Già Falcone, Borsellino, il generale Dalla Chiesa, eroi della nostra storia contemporanea, incontravano spesso gli studenti. Oggi, per esempio, un insigne magistrato come Gherardo Colombo ha lasciato il suo incarico istituzionale per dedicarsi all'educazione e sensibilizzazione dei giovani sul tema della legalità, ritenendolo un modo efficace per combattere il crimine e contribuire al progresso della nazione.

"L'Italia, - diceva ironicamente lo scrittore Ennio Flaiano -, è la patria del diritto e del rovescio". Come le grida manzoniane, le leggi sono tanto numerose quanto inefficaci. Il loro numero esorbitante va perciò sfoltito, in maniera da ridurre equivoci e contraddizioni che danno adito a pericolose discrezionalità nell'interpretazione e nell'applicazione delle norme. I potenti e i "furbi" approfittano della nebulosità dei regolamenti per avvantaggiarsene e farla franca. Va ripristinata, invece, la chiarezza delle regole e la certezza della pena.
Sociologismi e psicologismi deteriori hanno diffuso in Italia un giustificazionismo morale onnicomprensivo che nega la responsabilità individuale. Chi infrange le regole va ritenuto invece sempre responsabile delle proprie azioni e, una volta condannato, deve espiare le proprie colpe, fermo restando il serio tentativo di recuperare il reo alla società.

SPERO TI SIA DI AIUTO LEON !!!!!!

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si tantissimo GRAZIEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
adam hicham faiz
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Di niente leonb2001 !!!
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