marco.barone
marco.barone - Habilis - 284 Punti
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Volevo condividere con voi questo pensiero.

IL DOLORE E' PREZIOSO COME L'ORO
Lo sapevate che quando si rompe un vaso in Giappone invece di buttare via tutti i cocci rotti loro lo riparano? E lo sapete come fanno a riparare un oggetto rotto?
Ebbene, invece di buttare via i pezzi li rimettono insieme e tra un pezzo e l’altro mettono dell’oro fuso in modo tale che, una volta il vaso ricomposto, le “ferite” brillano.

Cosi’ faccendo ne valorizzano ogni singola crepa attraverso un procedimento sofisticato che prende il nome di “Kintsugi”. Kintsugi vuol dire “riparare con l’oro”.
E’ una pratica che consiste nel riparare gli oggetti rotti con materiali preziosi, oro e argento colato, per risaltarne le crepe, le spaccature. Ogni oggetto ritrova l’unicità, diventa speciale per l’intreccio casuale e unico della molteplicità delle proprie ferite. L’imperfezione di queste, diventa perfezione, estetica esteriore ed interiore, un elemento da valorizzare, invece che da nascondere. Per i giapponesi, quindi, quando qualcosa si rompe, si spacca, si lacera, racconta una storia, diventa più bello, più prezioso, più raro, unico. La ferita non è più una colpa, qualcosa di cui vergognarsi, ma è un simbolo, uno stemma da portare con fierezza.

Con questa tecnica, non solo non c’è alcun tentativo di nascondere il danno, ma anzi la riparazione del vaso viene letteralmente illuminata di una nuova luce. La bellezza nel difetto. E’creare nuove armonie, è impreziosire ciò che era già bello.

Questa cosa mi ha fatto riflettere. Le fratture, il dolore, i traumi fanno male, è vero, ma ci aiutano a vivere.

Noi abbiamo la tendenza a nascondere le nostre ferite, il nostro dolore, per non riviverlo, per dimenticare. La nostra filosofia occidentale considera le cicatrici come un qualcosa da eliminare, da occultare da cancellare, come qualcosa di disarmonico che rovina la figura, che non va mostrato e valorizzato: un punto debole invece che un punto di forza.
Ma la ferita non deve essere una una colpa, qualcosa di cui vergognarsi, ma deve essere un simbolo, uno stemma da portare con fierezza.
La vita è integrità, ma è anche rottura. E non sarebbe tale senza cadute rovinose, e rialzate leggendarie. Il dolore può essere una grande parte della nostra vita, ci segna, ci insegna, e ci dice che siamo vivi, che esistiamo, che stiamo vivendo ciò che abbiamo attorno, ciò che respiriamo. Quante volte persi nel buio ci siamo detti “non ce la farò a uscirne”, e invece ce l’abbiamo fatta. Quante volte feriti dai sentimenti, dall’amore, dall’amicizia, dai sogni e dalle delusioni, abbiamo pensato di smettere di credere, di lottare, e quindi di vivere la vita con quello che la rende difficile, ma anche meravigliosa. Le ferite ci rendono ciò che siamo, temprano il nostro coraggio e la nostra forza. La vita, in effetti, non è mai lineare, presenta sempre delle spaccature, delle scissioni, che ci portano a compiere nuove scelte e ad intraprendere nuovi percorsi. E proprio come quando noi siamo orgogliosi di aver superato con successo delle impreviste difficoltà, così anche il vaso è fiero di mostrare i segni di ciò che ha superato con fatica.

In un’epoca narcisistica ed autoreferenziale nella quale tutto quello che non è nuovo, perfetto, sano, deve esser buttato nel cestino. Non c’è spazio per il dolore persino per quello estremo della morte. Non c’è spazio per la malattia ed il disagio. Non c’è spazio per la sofferenza che rende prezioso un successo umano, familiare e professionale. Un’epoca disperata “usa e getta” in cui stiamo distruggendo il pianeta e le sue risorse più preziose come la terra, l’acqua, l’aria. Ma a sconvolgere è soprattutto la lacerazione delle relazioni umane diventate un simulacro; ineffabile paradosso nell’era in cui mai come prima l’umanità ha avuto a disposizione tanti strumenti di comunicazione. Mentre noi diciamo “un vaso rotto è rotto e non sarà mai come prima” per dire che quando spezzi un legame non riavrai mai più ciò che c’era prima, i Giapponesi dicono “un vaso rotto sarà più bello di prima”, perché saprà di vissuto. Cosi’ un legame spezzato, rotto o lacerato, volendo lo si puo’ rinsaldare con più forza, unire con fili come i metalli preziosi.

Rimettere insieme i pezzi da più forza.
C.SOLANG

fonte: https://caterinasolang.wordpress.com/2014/08/14/il-dolore-e-prezioso-come-loro/

Questa risposta è stata cambiata da gio_1984 (21-09-16 09:47, 1 anno 1 giorno )
melody_gio
melody_gio - Tutor - 33101 Punti
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Ciao Marco,

quando riporti un testo preso da un altro sito web, cita sempre la fonte. Ora l'ho aggiunta io, ma la prossima volta ricordatelo :)

Ciao,
Giorgia.
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