MichyMichyMichy
MichyMichyMichy - Ominide - 3 Punti
Rispondi Cita Salva
È tutto iniziato alle scuole medie: già dal primo anno i miei compagni di classe avevano iniziato a tormentarmi con offese, prese in giro, isolamento, umiliazioni di vario tipo (dagli scherzi come nascondere la mia cartellina con il materiale per arte per farmi prendere 2, alle scritte sul banco che dicevano "Ucciditi", "Impiccati", "Fai schifo", "Muori", scherzi maligni e ripetitivi, spintoni... io non l'ho mai considerato bullismo (e poi credevo che fosse tutta colpa del mio comportamento un po' strano: ero io quella che doveva starsene in silenzio e subire, gli altri avevano ragione a trattarsi in quel modo), quindi non l'ho mai detto ai miei genitori.
Gli episodi più traumatici sono avvenuti nelle ore di attività fisica.
Io non sono mai stata brava nello sport: mi impegnavo al massimo, ma non sono mai stata un'atleta nata. Ero sempre l'ultima ad essere scelta nel fare le squadre, ero lenta nel correre, non saltavo molto in alto, i miei riflessi non erano granché, non sapevo saltare la corda, non sapevo fare la verticale alla spalliera e nemmeno le capriole sul tappetino... ma mi impegnavo e riuscivo ad arrivare alla sufficienza (tutt'ora è così).
Il problema erano i miei compagni di classe.
Ho già detto che ero l'ultima ad essere scelta nel fare le squadre, no? Non era quella la cosa che mi faceva stare male, ma era quando mi inserivo nella squadra assegnata e sentivo tra gli sbuffdei miei compagni commenti come: "Prof, ma perché non può andare nell'altra squadra?", "Ottimo, anche oggi si perde", "Proprio da noi doveva capitare quella lì", "Speriamo che sappia come tirare una palla"... e quando mi eliminavano a palla avvelenata era la mia squadra che esultava (non scherzo, è la pura verità). Negli esercizi individuali la cosa non cambiava di molto, anzi, diventava 1000 volte peggio. Quando toccava a me calava il silenzio e tutti mi fissavano, se sbagliavo l'esercizio partiva sempre una gran risata isterica da parte di tutti e continuavano a ricordarmi di quell'episodio per il resto della settimana. Certe volte anche la prof scoppiava a ridere con il resto della classe. Era davvero umiliante.
Nello spogliatoio le mie compagne mi strappavano la maglietta di ricambio o la inzuppavano nel water, mi buttavano le scarpe nel cestino della spazzatura e mi tiravano i capelli.
Dalla seconda media cominciai ad inventarmi scuse assurde per saltare le ore di ginnastica, nascondevo le mie scarpe da ginnastica in casa, falsificavo giustificazioni... saltai anche interi giorni di scuola con o senza il consenso dei genitori. Avrei fatto di tutto per stare lontano da quella gente. Ormai non studiavo più, mi hanno mandato in presidenza più volte, hanno revocato i miei genitori, i prof mi hanno fermato più volte in corridoio per parlare del mio comportamento... tutti si arrabbiavano con me: mamma, papà, insegnanti, preside e compagni di classe. Ero disperata, nessuno sembrava capirmi. Ho smesso completamente di mangiare, passavo notti in bianco ed ho tentato di suicidarmi 3 volte tagliandomi le vene.
Ora sono in seconda superiore.
Sono molto insicura, gli altri si approfittano della mia gentilezza, la mia autostima è sotto lo zero, sono ansiosa e me ne sto sempre in disparte per non provocare disturbo agli altri... ma almeno i miei voti sono abbastanza buoni. Dopo questo interminabile riassunto degli ultimi anni, è finalmente in momento di parlare del mio problema: ogni volta che ho una lezione di educazione fisica ho una forte ansia (quest'ansia viene anche giorni prima della lezione), frequenti attacchi di panico, incubi e flashback degli episodi di bullismo delle medie. Faccio di tutto per saltare le lezioni di ginnastica, ma non perché sono pigra (non lo sono affatto! Vado a scuola in una città differente da quella in cui vivo, quindi prendo il treno per andare a scuola ed arrivare a casa dal lunedì al venerdì. Ogni mattina quando esco dal treno cammino per 3 kilometri per raggiungere scuola ed il pomeriggio rifaccio la stessa strada per tornare alla stazione senza lamentarmi), ma perché ho tanta paura. Ho paura di tornare alla situazione delle medie, dove ho dovuto sopportare per 3 anni tutte quelle cose che mi hanno fatto. Quando dico queste cose a mia mamma lei le prende sempre come delle scuse, ed ho paura che se proverò a parlarne con mio prof di ginnastica avrà la stessa reazione. Voglio sapere se nel mio caso, è possibile fare l'esonero? E se si, potreste darmi qualche consiglio su come far capire la situazione a mia mamma?
Grazie per aver letto il mio problema, spero che qualcuno mi risponda. Un bacione :hi

Aggiunto 3 minuti più tardi:

Ps. Ignorate la prima emoticon, credo di aver sbagliato a scrivere qualcosa

Questa risposta è stata cambiata da gio_1984 (24-10-16 12:41, 11 mesi )
•·.·´¯`·.·•ѕтαя∂υѕт
•·.·´¯`·.·•ѕтαя∂υѕт - Sapiens - 459 Punti
Rispondi Cita Salva
Tesoro allora,
Nella tua scuola esiste il CIC? Sarebbe uno sportello di ascolto dove puoi comunicare con una persona senza che ti giudichi. La tua situazione la capisco benissimo e ti conviene parlarne SUBITO, ripeto, SUBITO al tuo prof. Se hai degli attacchi di panico è estremamente grave! Per farlo capire a tua mamma invece devi spiegargli dal principio cosa è successo e il motivo per cui non gliel'hai mai detto. Poi dille anche degli attacchi. Deve capirti.
Io ci sono se vuoi! E giuro, ti capisco.
Ti stringo forte forte!
Come guadagno Punti nel Forum? Leggi la guida completa
In evidenza
Classifica Mensile
Vincitori di agosto
Vincitori di agosto

Come partecipare? | Classifica Community

Community Live

Partecipa alla Community e scala la classifica

Vai al Forum | Invia appunti | Vai alla classifica

Pinchbeck

Pinchbeck Moderatore 5092 Punti

VIP
Registrati via email