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RAGAZZI QUESTA è LA TRACCIA MI AIUTEEEEEEEEEEEE???????????

L’impostazione di un sistema di contabilità gestionale richiede la definizione dell’oggetto di calcolo dei costi, delle modalità di calcolo degli stessi e del momento di effettuazione del calcolo. Commentare tale affermazione soffermandosi in particolare sulle metodologie di calcolo dei costi.


GRAZIE MILLE

Aggiunto 1 ore 30 minuti più tardi:

ti giuro sei stato gentilissimo.... ora pero' ho un'altro problema... ho degli esercizi da svolgere e non so ke pesci prendere o meglio mi occorre qualcuno ke mi aiuti!!! ti va di aiutarmi???
1. La Sigma spa è un’impresa industriale monoprodotto. La capacità produttiva annua è di 10.000 unità e i costi fissi ammontano a 200.000 euro.

Dopo aver assunto opportunamente i dati mancati, calcolare:
– la quantità da produrre e vendere per raggiungere il pareggio economico, esprimendola anche in termini di percentuale di sfruttamento della capacità produttiva;
– la quantità da produrre e vendere per ottenere un risultato economico positivo di 120.000 euro.

Presentare:
a. il diagramma di redditività;
b. il diagramma profitto-volume, che mette in relazione il risultato economico con la quantità da produrre e vendere.

2. L’impresa industriale Beta spa fabbrica due prodotti, XY9 e ZK19. Nell’anno n produce 3.500 unità del prodotto XY9 e 4.200 unità del prodotto ZK19.

Calcolare il costo industriale unitario di entrambe le produzioni nelle due seguenti ipotesi:
a. i costi di produzione sono imputati in base al costo delle materie prime (criterio su base unica aziendale);
b. i costi di produzione sono localizzati in tre reparti produttivi (criterio di imputazione a gradini).

Determinare, inoltre, il prezzo di vendita di ogni prodotto sapendo che si vuole realizzare un risultato economico lordo unitario pari al 45% del prezzo di vendita stesso.

I dati rilevati dall’impresa sono i seguenti:

Costi diretti
XY9 ZK19
Materie prime 18.400 18.200
Manodopera diretta 13.700 13.600

Costi comuni e generali
Totale Reparto Delta Reparto Sigma Reparto Omega
Manodopera indiretta 12.520 4.520 3.800 4.200
Forza motrice 11.500 3.600 3.300 4.600
Ammortamenti e altri servizi 9.800 4.100 2.900 2.800
Il prodotto XY9 viene lavorato nei reparti Delta e Sigma; il prodotto ZK19 in tutti i reparti.
L’imputazione dei costi dei reparti ai prodotti è effettuata in base al costo primo.

3. La Delta spa produce in un reparto 3.600 unità di un componente del prodotto K21 sostenendo i seguenti costi annui: materie prime 37.080 euro, materie sussidiarie 29.520 euro, manodopera diretta 32.760 euro, ammortamento impianti 15.480 euro e ammortamento attrezzature industriali 12.240 euro.
La società deve valutare la convenienza a esternalizzare la produzione di tale componente; a tale proposito riceve l’offerta da un fornitore di un costo unitario di 29,50 euro. Le attrezzature industriali del reparto possono essere concesse a terzi a un canone trimestrale di 1.350 euro.

Individuare la soluzione economicamente più conveniente e il prezzo di acquisto del componente che rende le due alternative (make or buy) indifferenti sotto l’aspetto economico.
Redigere infine una breve relazione di commento dei risultati ottenuti.

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Capito a fagiuolo... mia cara kikka

ecco a te due super appunti presi a scuola, e fatti in collaborazione con la nostra prof di economia, spero sia questo

LA GESTIONE ECONOMICA - LA CONTABILITA DEI COSTI
Gestione = insieme di azioni coordinate tra loro che partendo dall’acquisizione dei fattori produttivi arrivano alla trasformazione di un prodotto o servizio finito pronto per la vendita.
Fattori produttivi = capitale, macchinari, impianti materie prime, lavoro umano, allacciamenti a gas luce ed acqua.
Fase gestione finanziaria = acquisto materie prime e trasformazione sono uscite monetarie, mentre la vendita è una entrata.
Fase gestione economica = acquisto materie prime e trasformazione sono costi, mentre la vendita ce un ricavo.
Ogni azienda ha dei centri di costo. I centri di costo sono cucina, sala-bar, amministrazione, alloggio, reception. I primi 3 sono supervisionati dal F&B manager, mentre gli altri sono controllati da room division manager. Scopo della contabilità dei costi è ottenere un utile interessante cioè quando si coprono i costi e tutti gli oneri figurativi, potenziando i ricavi. I costi in un’impresa di ristorazione sono essenzialmente 3: di rimpiazzo (quando si sostituisce un bene non ancora ammortizzato tutto); di rinnovo (quando la durata del bene si è ormai conclusa); di manutenzione (come la verniciatura del locale). Poi ci sono i costi del personale che gravano per il 50% dell’utile di un’impresa e poi i costi di impianto. I centri di costo sono adibiti alla produzione di beni o servizi e possono essere anche centri di ricavo. Queste sono alcune delle condizioni che un imprenditore deve mantenere per avere un buon equilibrio finanziario e monetario: vendere i propri prodotti; contenere i costi; usare correttamente le fonti di finanziamento interne ed esterne; restituzione dei debiti; necessità di fare crediti ai clienti; adeguata capitalizzazione aziendale.

I RICAVI E IL REDDITO
I ricavi sono costituiti dagli incassi derivanti dalla vendita di beni e servizi prodotti. Rappresentano per l’azienda i nuovi mezzi finanziari necessari per sostenere altri costi di produzione. I ricavi possono dividersi in: principali, accessori e finanziari. I ricavi principali derivano dalla vendita di servizi quali l’alloggio, meeting, congressi, bar. I ricavi accessori possono derivare per esempio da canoni di locazione, mentre i ricavi finanziari derivano da interessi, rendite dei terreni,. L’azienda opera per ottenere oltre a un equilibrio finanziario cioè il parallelismo tra entrate e uscite monetarie, anche all’equilibrio economico cioè al parallelismo tra costi e ricavi. Se i costi sono coperti dai ricavi l’azienda si trova ad avere l’obiettivo sperato e quindi un utile conseguito. Il reddito operativo si ha dalla differenza tra costi e ricavi. Esiste una relazione tra reddito e capitale netto (confrontiamo il capitale netto di fine anno con quello di inizio anno e troviamo il reddito o risultato economico di gestione). Gli oneri figurativi si riferiscono alla remunerazione di alcuni fattori produttivi che sono: lavoro per l’opera dell’imprenditore, interesse di computo, edificio di proprietà aziendale, il rischio d’impresa. E il decremento o incremento che subisce il capitale dell’impresa per effetto della gestione. Rappresenta il risultato economico della gestione in un dato momento amministrativo. La rilevazione del reddito avviene al termine di ogni anno d’esercizio e va valutato in modo da considerare la convenienza di continuare ad operare, l’osservanza di precise norme civili e fiscali, deve remunerare i soci o azionisti. Può essere determinato tramite rilevazione sintetica e analitica. Si ha un reddito negativo quando i costi hanno superato i ricavi.

LE TIPOLOGIE DI COSTO
Il costo è l’esborso monetario connesso all’acquisto di fattori produttivi. I costi possono essere individuati tramite quattro obiettivi:
natura del costo;
utilità del costo.
contributo al processo di produzione;
variabilità del costo.
Per quanto riguarda la natura del costo possiamo distinguere il concetto tecnico cioè quando si parla di costo si parla di un fattore produttivo ed esprime il tipo di bene a cui verrà assegnato un valore monetario. Il concetto monetario invece si ha quando si parla di una somma di beni che danno origine a valori monetari. Invece per quanto riguarda l’utilità distinguiamo i costi pluriennali e d’esercizio. I costi pluriennali vengono ripartiti su più anni d’esercizio, mentre i costi d’esercizio vengono ripartiti su un singolo anno di gestione. Per quanto riguarda invece il contributo alla produzione avremo i costi diretti (direttamente imputabili alla produzione di un determinato bene o servizio); mentre i costi indiretti (che non sono direttamente riferibili alla produzione). In fase di costituzione si cerca di ridurre i costi mantenendo un prezzo di vendita basso perché non si avrà molta clientela. In alta stagione si aumentano i prezzi di vendita con la variazione dei prezzi per i vari segmenti di mercato. Per la variabilità si possono individuare i costi fissi e costi variabili.

I COSTI FISSI
Sono quelli al livello della produzione che vengono sostenuti in eguale misura (personale, TFR, canoni di locazione, assicurazioni, ammortamenti, tasse, imposte, oneri previdenziali e assistenziali). I costi fissi non variano al variare della quantità prodotta al contrario dei costi variabili. I costi fissi possono assumere un andamento a gradino cioè non ce una gradualità nella quantità prodotta ma può aumentare o diminuire. Sia che produco 100 o 200 coperti avrò sempre 500 di costi fissi, ma verrà a spalmarsi meglio su una singola unità di produzione riuscendo ad abbassare il prezzo di vendita risultando più competitivi rinunciando ad una quota di utile, oppure alzare il prezzo di vendita ottenendo un margine di guadagno più elevato. L’imprenditore può diminuire i costi fissi trasformandoli in costi variabili oppure contenere i costi non trascurando la qualità. Il costo fisso unitario è il costo di una singola unità di produzione che si può riassumere in questa quanto spendiamo di costi fissi per ogni coperto che vendiamo? In alcuni casi però l’imprenditore può decidere di trasformare alcuni costi fissi in semi-fissi. Cioè si ha la flessibilizzazione dei costi fissi. Per esempio abbiamo un canone di locazione che dipende in base al fatturato che otteniamo. Se in un mese non fatturiamo niente il nostro affittante richiederà lo stesso il pagamento del canone quindi noi potremmo richiedergli di elasticizzate il fatturato. Magari abbiamo 10000€ di canone ogni 2 mesi 6000€ possono restare fissi mentre l’altra parte può variare in base alla percentuale del fatturato conseguito dall’imprenditore. La formula per ottenere i costi fissi unitari è la seguente:
costo fisso unitario = costo fisso : quantità prodotte

I COSTI VARIABILI
Sono quelli che non sono direttamente al livello della produzione (come per esempio le materie prime). I costi variabili possono avere tre andamenti:
modo proporzionale: ogni unità prodotta in più costa come quella precedente (situazione neutra per l’azienda e senza conseguenze);
più che proporzionale: in misura crescente rispetto alla produzione e ogni unità prodotta costa più della precedente ed è una situazione negativa;
meno che proporzionale: in misura decrescente rispetto alla produzione e ogni unità costa meno della precedente e questa è una situazione favorevole all’azienda.
I costi variabili unitari sono quelli non direttamente al livello di produzione per ogni singola unità di coperta prodotta. Si ottiene con questa semplice formula:
costi variabili unitari = costi variabili : quantità prodotte
I fattori produttivi possono anche essere ottimalizzati dall’imprenditore che porterebbe però a un aumento del guadagno. Per esempio i consorzi alberghieri consentono sconti di servizi pubblicitari e anche sulle materie prime fino al 35% attraverso speciali contratti con i fornitori. L’imprenditore può:
- aumentare o diminuire il suo utile;
- aumentare o diminuire il prezzo di vendita;
- aumentare la capacità produttiva abbassando il costo complessivo
- manodopera extra: è costosa ma se la usiamo bene ci porta dei vantaggi come ci porta dei vantaggi anche l’utilizzo di studenti e stagisti la cui manodopera non viene retribuita. Se l’imprenditore non analizza attentamente i costi in maniera costante si avrà dei cambiamenti per quanto riguarda la dinamica dei costi nella contabilità.

IL COSTO TOTALE, MEDIO E MARGINALE DI UN’AZIENDA
La somma dei costi fissi e costi variabili dà il costo totale. Si può anche ottenere il costo totale di un singolo coperto prodotto. Il costo medio è invece la quota di costi totali (cioè sia fissi che variabili) sostenuta per produrre una singola unità di prodotto o servizio. Si ottiene con questa semplice formula:
costo medio = costi totali : quantità prodotte
Invece il costo unitario medio deriva dalla somma del costo fisso e variabile medio. Il costo marginale è il costo aggiuntivo che un’impresa sostiene per produrre un servizio in più, ad esempio il costo che un ristorante sostiene per produrre un coperto aggiuntivo non previsto. La produzione di una unità in più fa crescere i costi variabili e anche il costo totale del bene prodotto. La conoscenza del costo marginale indica fino a che punto risulta conveniente aumentare la produzione: se il costo marginale si mantiene al di sotto del costo variabile oppure risulta pari è conveniente; mentre non risulta più conveniente produrre altri coperti quando il costo marginale è superiore al costo totale.

IL COSTO DIRETTO
E anche chiamato costo primo, è utile per la valutazione iniziale del costo del servizio che l’impresa ha sostenuto per produrre. E formato da alcuni costi imputabili a un solo prodotto e sono essenzialmente costituiti da: costi delle materie prime, costi del personale, altri costi diretti.
I costi diretti possono essere ripartiti in: costo del personale non direttamente imputabile alla produzione di beni e servizi, costo delle materie prime e altri costi diretti.

IL COSTO COMPLESSIVO
E l’insieme dei costi monetari che l’azienda sostiene per tutte le sue attività (produzione e trasformazione di materie prime). Si può calcolare con 2 formule:
1) costi fissi unitari + costi variabili unitari
2) costi speciali unitari + quota costi generali
Se il prezzo di vendita risulta superiore al costo complessivo avremo un utile che può variare a seconda di:
concorrenza;
target di clientela;
crisi economica;
inflazione;
costo complessivo alto.
Il prezzo di vendita è l’elemento strategico di un’azienda sul mercato per vincere la concorrenza e rispondere alle esigenze della clientela e alle esigenze interne aziendali. I costi speciali sono direttamente imputabili a quella produzione e possono essere sia fissi che variabili. I costi generali invece sono costi che l’azienda sopporta per lo svolgimento corretto della sua attività produttiva nel complesso. Sono classificati in costi generali: le tasse, le imposte, il personale dirigenziale, i servizi per l’allaccio al telefono luce gas e acqua. Per ripartire correttamente i costi indiretti bisogna: suddividere i costi in categorie omogenee e facilmente individuabili; scegliere il parametro di imputazione (imputazione a base unica o multipla); calcolare il criterio di proporzione. I costi generali subisco un criterio di ripartizione su base unica: costi speciali, costo manodopera diretta specifica, ricavi in proporzione, costi materie utilizzate, le quantità prodotte, il costo primo. Il prezzo di vendita va stabilito in base al livello minimo di imputazione del costo complessivo, dopo aver aggiunto al costo complessivo, la quota di utile che l’imprenditore si è prefissato, e l’aliquota IVA del 10% che va versata al fisco. Se il prezzo è inferiore al costo complessivo non solo l’imprenditore non ottiene un utile, ma nemmeno riesce a recuperare tutti i costi subendo una perdita; il prezzo è uguale al costo complessivo si ha la copertura dei costi ma l’imprenditore rinuncia a una quota di utile; il prezzo è superiore al costo complessivo si ottiene un’utile coprendo tutti i costi sostenuti.

IL COSTO ECONOMICO TECNICO
Si ottiene aggiungendo al costo complessivo gli oneri figurativi. Gli oneri figurativi non sono veri esborsi monetari e sono costituiti da: interessi di computo sul capitale investito; gli affitti risparmiati in quanto il locale è di proprietà dell’azienda e non in locazione; il compenso per l’opera dell’imprenditore alla quale va aggiunto un ultimo onere figurativo: la remunerazione del rischio d’impresa in quanto l’imprenditore si è assunto la responsabilità di avviare un’attività. Quest’ultimo onere viene coperto se l’utile copre tutti gli altri oneri figurativi, si parla perciò di surplus di utile. Se il prezzo di vendita è uguale al costo economico tecnico (c.e.t.) ce un utile in quanto sono coperti tutti gli oneri figurativi e non ce una perdita, in questo caso l’imprenditore remunera tutti i fattori produttivi di un’azienda; se è invece inferiore ce una situazione negativa in quanto non ho remunerato i fattori produttivi non per tutto ma non ho nemmeno una perdita in questo caso; se invece è superiore è una situazione positiva in quanto l’imprenditore ottiene un utile che va a remunerare tutti i fattori produttivi dell’impresa.

IL FULL E IL DIRECT COSTING
E un metodo in cui sono ripartiti i costi generali sui costi speciali. Si presta poco bene ad aziende che concentrano il loro utile in un solo periodo dell’anno. E un metodo rigido perchè tanto più alti sono i costi speciali quanto più elevata è la quota di costi generali da attribuire a quel prodotto e più alto sarà anche il prezzo di vendita. Avremmo quindi prezzi di vendita costosi che rimarranno costosi, prezzi convenienti che rimarranno anche loro convenienti, ma questo potrebbe non rientrare nell’interesse dell’azienda. L’imprenditore può alzare il prezzo di vendita del prodotto meno costoso, oppure ridurre il prezzo di vendita nel prodotto costoso. L’utile in bassa stagione si aggira intorno al 5-7%, mentre nel periodo di alta stagione si aggira intorno al 30%. Il 2° metodo è il direct costing, è un metodo meno rigido in quanto i costi generali sono già stati coperti durante il periodo di alta stagione e qua vengono recuperati solamente i costi speciali nel periodo di bassa stagione. Questo metodo aiuta moltissimo l’imprenditore a differenziare i prezzi di vendita, sulla base della richiesta che arriva dal mercato in alta stagione e i prezzi aumentano mentre in bassa stagione l’imprenditore può vendere il suo prodotto a un prezzo inferiore risultando così più economico e concorrenziale dei suoi rivali. In bassa stagione il prezzo di vendita minimo viene configurato con gli oneri figurativi che possono essere anche loro caricati sulla produzione in alta stagione, mentre il prezzo secondo dinamiche aziendali viene confrontato con i prezzi della concorrenza.

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La gestione economica - schema riepilogativo
Definizione di costo: esborso monetario connesso all' acquisto di un fattore produttivo.
Definizione di ricavo: entrata monetaria legata alla vendita di beni e servizi.
Obiettivo della gestione di ogni azienda: il raggiungimento dell'equilibrio economico oltre che finanziario. Si intende per equilibrio economico la differenza positiva fra ricavi e costi.
Perchè questo obiettivo sia soddisfatto occorre:
analizzare accuratamente i costi
puntare ad ottenere sinergie - ossia ottimalità - sia in relazione al momento dell'acquisizione dei fattori produttivi sia in relazione all'utilizzo dei fattori produttivi stessi ( fase della trasformazione). Richiamo al criterio dell'efficienza come rapporto fra input e output
potenziare i ricavi

Analizzare accuratamente i costi
Organizzativamente l'azienda dovrebbe presentare una struttura basata su centri di costo, di ricavo, di profitto e di investimento, il che consente un' analisi e un controllo costante dei costi aziendali.
Tenendo presente la distinzione in:
costi fissi / costi variabili
costi speciali / costi generali
costi d'esercizio / costi pluriennali
si rileverà che la gestione dell' azienda ristorativa :
presenta un'elevata incidenza di costi fissi (esempio: costi del personale fisso, assicurazioni, canoni di leasing, ammortamenti, costi di manutenzione e riparazione ecc);
nel caso di acquisti di immobilizzazioni, alta incidenza di costi pluriennali con relativa rigidità degli investimenti e conseguente difficoltà di liquidità (aspetto da considerare in particolare quando si analizza l'equilibrio finanziario).

Puntare ad ottenere sinergie
L' elevata incidenza di costi fissi spinge l'azienda a realizzare economie di scala ossia ad espandere la produzione per fare in modo che si verifichi la minor incidenza dei costi fissi unitari per unita di prodotto.
Anche i costi variabili possono essere ottimalizzati (andamento meno che proporzionale) grazie all'ottenimento di sinergie. Consentono sinergie i seguenti fattori: introduzione mirata di nuove tecnologie, un controllo continuativo delle varie fasi della gestione dopo aver impostato adeguatamente il budget, l'appartenenza ad un consorzio per sostenere spese in comune con notevole riduzione del peso del costa ecc.

Potenziare i ricavi
Tenendo presente che:
e più agevole prevedere e controllare i costi piuttosto che fare previsioni sui ricavi
la domanda turistica e ristorativa e da considerarsi elastica cioè fortemente variabile in relazione a numerosi fattori
un'importante circostanza per poter vendere e rappresentata fra l'altro da un adeguato prezzo di vendita. Il prezzo di vendita può dipendere da molti fattori quali:
- concorrenza
- congiuntura economica più o meno positiva
- innovatività del prodotto
- politiche aziendali
- struttura dei costi aziendali
Proprio con riferimento a quest'ultimo punto si possono individuare diversi metodi per definire il prezzo di vendita:
ripartizione dei costi generali su base unica per la determinazione del costo complessivo.
ripartizione dei costi generali su base multipla per la determinazione del costo complessivo.
determinazione del costa economico tecnico con il calcolo degli oneri figurativi (formazione graduale del costo).
Tale tecnica consente di valutare alla fine di un certo tempo la redditività dell'azienda (interessante, remunerativa dell'uso di tutti i fattori produttivi, non remunerativa dell'uso di tutti i fattori produttivi)
tecnica del moltiplicatore (del food cost)
la tecnica del break even point consente di determinare il prezzo di equilibrio in relazione ad una programmata quantità di specifici beni/servizi prodotti.
Per concludere si ricorda che i ricavi si articolano in:
principali
accessori
finanziari

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