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Edonismo epicureo


Epicuro, nonostante sia il primo a sistematizzare la riflessione sui concetti di desiderio, piacere e dolore in modo preciso, non è certamente il primo edonista della storia della filosofia, occidentale o orientale. Si aveva già per esempio la corrente cirenaica di Aristippo, caratterizzata da due particolarità, cioè il concetto di un piacere legato essenzialmente al corpo e dall'altro lato il piacere denominato e riconosciuto come "frenetico/cinetico". Epicuro al piacere cinetico e tensionale oppone il piacere stabile, “in riposo”, costitutivo e caratteristico dello stato di quiete. Il piacere catastematico, in una dimensione di durata, stato permanente dell’organismo vivente. Equilibrio delle differenti parti del corpo e dello spirito, salute fisica e spirituale. Piacere che si produce da se stesso quando l’equilibrio fisiologico del corpo e spirituale sono ben compiuti. Indubbiamente ha le sue radici nella carne, nella misura in cui implica aponia, ma è anche un “silenzio” degli organi spirituali, cioè un’atarassia. Tutto ciò implica una forma scettica, semplicità di vita per il piacere ideale. Implica l’ascesi, che non è però il valore in sé, ma soltanto un limite funzionale per raggiungere l’autentico piacere. La logica del desiderio invece ci fa vivere nel bisogno frenetico.
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