pexolo di pexolo
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Poiché la volontà non ha fine costruttivo, genera sofferenza nell'essere finito che avverte la propria condizione come insignificante. Un gradino dell'ascesi è la fraternità, un altro è l'intuizione artistica, il più radicale è ii tentativo di annullarsi come individualità e immedesimarsi nel tutto, secondo l'ideale indiano del Nirvana (termine sanscrito dell'etica buddista): si tratta di assoggettare alla necessità delle cose, attraverso l'ascesi progressiva che il santone indiano fa, controllando i propri bisogni e perfino le proprie attività vitali (sonno, respiro, fame, dolore ecc...) per abituarsi al dolore (ideale della « non volontà » o Noluntas). Nell'ascesi progressiva, l'individualità razionale dapprima si purifica attraverso la privazione, infine perviene all'imperturbabilità; è assorbita nel nulla (ovvero, lo stesso, nel tutto irrazionale), è pacificata, perché cessata come individualità (anche nella filosofia occidentale presocratica era stato formulato un simile concetto, attraverso la teoria dell'« apeiron »). Leggiamo: « Con la libera negazione, con il sacrificio della volontà, vengono soppressi anche i fenomeni; è soppresso l'insieme delle svariate forme che si succedono progressivamente, si distrugge, infine, anche la forma ultima fondamentale: il soggetto e l'oggetto. Se non c'è più volontà, non c'è rappresentazione, non più universo. Non resta, dunque, che ii nulla ».

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