pexolo di pexolo
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Mill riprese la logica empiristica inglese più radicale (quella humeana), in funzione espressamente alternativa alla tradizione aristotelica. Il ragionamento propriamente scientifico non è deduttivo, bensì induttivo, e precisamente nella forma della «enumerazione imperfetta» (che estende dal particolare al particolare, per analogia, l'attribuzione delle caratteristiche); essendo tale procedimento la sola fonte di conoscenza, il massimo grado di verità equivale alla generalizzazione dei dati semplici in proposizioni universali (leggi scientifiche). Sono generalizzazioni di questo tipo perfino le leggi della logica e della matematica; la loro validità poggia su un assioma: che in natura vige la «uniformità» e la «regolarità », sicché da un limitato numero di osservazioni si possono derivare conclusioni valide per ogni altro caso, anche non attualmente osservato. L'inferenza banale è quella che l'uomo comune fa, senza metodo alcuno; la inferenza scientifica, invece, è garantita a livello epistemologico: ii controllo di essa compito della logica filosofica, che si trasforma, cosi, in scienza eminentemente probatoria (analoga riduzione della filosofia ha fatto, nel XX secolo, il Neoempirismo logico). Riprendendo Bentham (teorico di una «aritmetica morale » finalizzata alla massima felicità possibile, per il maggior numero di persone), Mill individua nell'uomo un «sentimento morale », capace di far superare il naturale egoismo, e di coniugare l'interesse individuale con l'altruismo, che è il più alto fine della moralità.

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