pexolo di pexolo
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Marx fu tra gli estimatori di Feuerbach, come è evidente da Ideologia tedesca e da Tesi su Feuerbach e sottolineò i meriti del «naturalismo» di Feuerbach, in quanto supera la divisione idealistica tra realtà e pensiero. Pertanto, Feuerbach appare a Marx il primo capace di intendere la filosofia come liberazione dell'uomo nella integralità, non solo nella coscienza, ma anche nel corpo («umanesimo» feuerbachiano); egli ha inteso correttamente l'esistenza come rapporto sociale dell'uomo con l'uomo; ha sostituito la positività della materia, all'astratto hegelismo. Scrive Marx nei Manoscritti del 1848: «Feuerbach, sia nelle sue Tesi in «Anekdota», sia in Filosofia dell'avvenire, ha abbattuto, colpendola al cuore, la vecchia dialettica... Egli è l'unico che si trovi in un rapporto serio, in un rapporto critico con Hegel... La grandezza della sua opera è la semplicità senza chiasso con cui l'ha offerta, stando in opposizione col comportamento degli altri» (gli esponenti della Sinistra hegeliana). Tuttavia, il «materialismo» di Feuerbach ha dei limiti precisi, nel fatto che (al pan i di ogni materialismo premarxiano) resta privo di una concezione correttamente dialettica dei rapporti sociali, e considera la realtà solo nella forma dell'oggetto, e non anche in rapporto all'attività del soggetto. Appunto, nelle Tesi su Feuerbach, Marx, infatti, pone le basi del proprio Materialismo storico, in cui la dimensione popolare della lotta politica sostanzia la teoria della evoluzione sociale delle classi.

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