pexolo di pexolo
Ominide 10532 punti

Nella fase più accesa della loro militanza rivoluzionaria, Marx ed Engels sottolinearono la necessità che, nell'imminenza dell'avvento del comunismo, si usassero contro il sistema borghese le maniere più radicali e violente. In particolare, ritennero necessario sradicare la mentalità stessa borghese, attraverso una fase di dispotismo proletario, esteso non soltanto alle forme istituzionali, ma perfino all'educazione dei giovani rampolli della sconfitta borghesia, affinché in essi non si rinnovasse la cultura morta con i genitori. In concreto, si sarebbe proceduto a instaurare una «dittatura del proletariato» (con sospensione dei diritti civili) che procedesse coercitivamente alla espropriazione delle proprietà, all'abolizione del diritto di trasmettere in eredità i beni, alla nazionalizzazione di buona parte delle attività produttive (l'industria, i mezzi di trasporto, le attività commerciali maggiori). In una fase successiva, quando il comunismo si fosse consolidato, non sarebbe stato più necessario, a parere di Marx, mantenere queste misure estreme; la «lotta di classe» sarebbe stata superflua, e lo Stato stesso (in quanto la sua essenza è il dominio dei padroni) sarebbe stato superfluo, e sarebbe sparito. Pertanto, le misure estreme generalmente associate alle dittature comuniste erano, da Marx, ritenute funzionali ad altro e da superare.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017