pexolo di pexolo
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L'amicizia iniziale che Marx nutriva per Proudhon cedette ben presto il posto a una critica radicale contro il carattere dilettantesco delle analisi e delle iniziative di questi (che, in effetti, era un autodidatta, introdotto da Marx stesso alla filosofia politica); Marx non ne accettava la scarsa competenza economica e il moralismo vagamente filantropico. In definitiva, Proudhon è, agli occhi di Marx, un «piccolo borghese» facilmente ridicolizzabile (Marx era molto colto, ed efficace nel lanciare taglienti slogans). In un libro in lingua francese: Miseria della filosofia, che nel sottotitolo recava: Contro la Filosofia della miseria di Proudhon, ricorrono frasi di questo genere: «Il signor Proudhon è incapace di interpretare il reale movimento della storia; inventa una fantasmagoria che definisce dialettica... evoluzioni che si compiono nel grembo mistico dell'Idea assoluta... Tutto quello che dice sulla divisione del lavoro è un semplice compendio, superficiale ed incompleto, di ciò che A. Smith, e mille altri economisti borghesi hanno detto prima... Asinerie da scolaretto... debole in logica come in economia politica». In generale, valgono come critiche a Proudhon le medesime che Marx muove ai socialisti. Per Marx restava infatti impossibile conciliare le proprie idee con gli ideali dei socialisti utopistici.

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