pexolo di pexolo
Ominide 10532 punti

La principale accusa è quella di essere una inutile «espressione logico-speculativa», per l'uso astratto che fa della dialettica (in quanto non la applica alla realtà ma allo spirito). Hegel, a giudizio di Marx, ha diviso la storia umana in modo artificioso: da un lato la vita concreta, gli eventi esistenziali (cui ha tolto ogni rilevanza filosofica), d'altro lato una forma «esoterica», la pura logica astratta, disincarnata (cui Hegel attribuisce il valore di interpretazione razionale e obiettiva della realtà). In tale modo, l'Idea è l'unico vero oggetto della sua riflessione, e tracciatene le idee, Hegel pretenderebbe che gli avvenimenti e gli uomini vi rientrassero docilmente: non è il filosofo che legge la realtà, ma questa che si conforma ai suoi dettami. La filosofia di Hegel resta, secondo Marx, una vuota allegoria senza riscontri nella realtà. Leggiamo nei Manoscritti del 1844: «In Hegel si tratta soltanto di allegoria, di conferire ad una qualsiasi esistenza empirica significato dell'idea realizzata, mentre il singolo non perviene in alcun luogo alla sua vera universalità». Questa prospettiva, che mette la filosofia sottosopra, sulla testa, Marx la vuole ribaltare in una filosofia della prassi, «che cammini sui propri piedi». A ciò è connessa l'istanza di un materialismo dialettico.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017