pexolo di pexolo
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Marx fu sprezzante verso Bakunin, e sostenne che fosse un provocatore al soldo dei padroni, infiltrato per tradire il popolo; Marx sostenne questa tesi dinanzi all'Internazionale quando fece espellere gli anarchici: «In Siberia, Bakunin non era ai lavori forzati; grazie ai servizi resi al governo, Bakunin godeva di una posizione privilegiata;... non usava dei favori del governatore solo per sé, li faceva piovere, dietro piccolo compenso, anche sui capitalisti». Bakunin ricambiò quest'astio personalistico, ma la contrapposizione era prevalentemente ideologica: sul concetto di Stato e di classe rivoluzionaria. Marx auspicava il comunismo di stato e la pianificazione economica; in lui l'estinzione dello Stato è solo una nebulosa speranza, legata al non meglio chiarito superamento della dittatura del proletariato. Bakunin diffidava della sincerità rivoluzionaria degli operai, in quanto troppo ben inseriti nell'economia capitalista, e, in una futura dittatura del proletariato, capaci di diventare i nuovi sfruttatori del sottoproletariato e delle plebi rurali. Detto in termini tecnici, Marx definisce «lavoro necessario» quella parte della prestazione lavorativa sufficiente a produrre merci, dalla cui vendita si ricava l'equivalente del salario del lavoratore; la prestazione eccedente tale «lavoro necessario» è detta «pluslavoro».

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