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Locke, John - Tolleranza scaricato 0 volte

La Tolleranza in Locke


Locke teorizza il liberalismo, ovvero l’indipendenza della sfera personale dal potere dello Stato. Ciò implica l’esistenza di diritti naturali che il potere non può violare, come la libertà di coscienza in tema religioso e la libertà di culto. La fede è, quindi, un atto di coscienza indipendente dal potere pubblico fino a quando la religione non assuma rilievo pubblico, intervenendo in materie che riguardano l’intera società.
Da una parte sostiene la libertà di pensiero e di culto come diritti primari di ogni singolo cittadino, dall’altro afferma la distinzione tra le funzioni della Chiesa e sello Stato.
Locke propone il tema della carità, descrivendola come il fondamento della tolleranza e tratto distintivo del cristianesimo, cosi come la fede, che Locke individua come una scelta interiore, non imposta dallo stato, nemmeno con il pretesto di salvare l’anima dei cittadini, poiché la salvezza è una questione solamente individuale.
Cosi come sono distinte le funzioni tra Chiesa e Stato, lo sono anche quelle di un individuo come cittadini no e come fedele. La prima condizione è irrinunciabile, sia nei diritti sia nei doveri, infatti, in quanto cittadino, ognuno ha diritti e obblighi che non hanno nulla a che fare con le proprie convinzioni religiose, e in quanto fedele, ognuno è padrone di sé e della propria conoscenza.
La tolleranza di Locke ha, però, dei limiti: le religioni che professano dogmi contrari alla società devono essere represse, cosi come il cattolicesimo o l’ateismo (cattolici: si ritengono obbligati a prestare obbedienza a un sovrano straniero, atei: i loro patti e giuramenti non sono credibili).
Locke analizza il cristianesimo, spogliandolo dei dogmi elaborati nel corso della storia (ecumenismo), rendendolo un semplice testo evangelico e affidando tutto alla libera interpretazione. Egli giustifica questa scelta sostenendo che il Vangelo è stato predicato ai poveri e che questi non sarebbero stati in grado di comprendere teorie cosi complicate (carattere essenzialmente pratico).
Locke influenza molto i secoli successivi, anche contro la sua volontà. Infatti, molti illuministi del 700, si richiamano al suo presunto deismo, che in realtà non sosteneva, poiché alcuni aspetti della sua concezione religiosa sono in sintonia con esso. Durante l’800, il suo pensiero viene visto come in contrapposizione con il razionalismo e come un punto di riferimento per l’utilitarismo, il positivismo e il pragmatismo. Le sue concezioni politiche e quindi il liberalismo rappresentano, inoltre, dei punti di riferimento importanti per la rivoluzione americana e francese per i suoi motivi indipendentisti.
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