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Kierkegaard, Søren – Fede autentica e fede inautentica


La fede autentica è un atteggiamento che scaturisce nell'uomo, se è consapevole che il mondo è assurdo (impenetrabile dalla coscienza) e se a tale vanità non vuole dare, risposta in altre maniere, o perché le ha sperimentate inutili (ha sperimentato lo «scacco») o per ragioni contingenti, e non generalizzabili da un individuo a un altro. La fede è del tutto inaccessibile alla ragione, e comporta atteggiamenti che, al comune buon senso, restano inesplicabili, sconcertanti. Originandosi attraverso l'angoscia, al culmine dello scacco, la fede è accompagnata dall'«irrequietezza» e disperazione interiore; come già scrisse Pascal, essa comporta un'assunzione di rischi senza garanzie di successo; perché chi ne cercasse, chi patteggiasse l'adesione, a fronte di una ricompensa, evidentemente avrebbe ancora carte da giocare, cioè non sarebbe disperato; e chi ha ancora qualcosa, chi è saldo in sé (o chi si sente saldo in sé, pur non essendolo) non trova Dio.

Chiese ufficiali - Fede inautentica

La loro è una religiosità del compromesso: tra sentimento religioso radicale, da una parte, e convenienza, quieto vivere, dall'altra. A questo modello, le chiese sono pervenute, via via, attraverso il processo storico che le ha poste al centro della vita sociale e al fianco del potere costituito, sia di quello politico, sia di quello economico, culturale, ecc... Appesantite da queste collateralità, le Chiese hanno temperato gli aspetti più autentici della religiosità, per renderla compatibile con la realtà umana; così, però, la hanno snaturata, perché la religione non è umana, ha radici divine che le conferiscono una valenza che, se misurata col metro umano, appare paradossale («paradosso», etimologicamente, significa: ciò che contrasta con il senso comune). Kierkegaard esemplifica l’inconciliabilità tra religione e morale comune, con l'episodio di Abramo, cui Dio chiese il sacrificio dell'unico figlio, sacrificio atroce, in termini di sentimento umano, assurdo in termini di diritto naturale, e illegale in termini di diritto positivo. (→Sartre).
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