pexolo di pexolo
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Periodo precritico


Nel periodo della produzione antecedente al 1770 Kant si occupò, in prevalenza, di tematiche gnoseologiche e scientifiche, sotto l’influsso di Newton, di Leibniz e di Wolff (filosofo tedesco, seguace di Cartesio e Leibniz). Tra le opere del periodo precritico citiamo:

- Storia naturale e teoria del cielo (1755), in cui Kant avanza una teoria sull’origine dell’universo, analoga a quella che, nel 1796, Laplace formulò indipendentemente, e che ipotizza una conflagrazione iniziale di un nucleo denso;
- L’unico argomento per dimostrare l’esistenza di Dio (1763), in cui Kant esprime riserve su alcuni aspetti della logica tradizionale che, attribuendo al principio di non contraddizione una collocazione preminente, propizia una metafisica «con la testa tra le nuvole e i piedi d’argilla, che tutto vorrebbe comprendere e dimostrare », ma che è «un abisso senza fondo, tenebroso »;
- Sogni di un visionario chiariti con i sogni della metafisica (1767), in cui Kant, cogliendo lo spunto dallo scritto dello svedese E. Swedenborg: Arcana coelestia, sostiene che certe argomentazioni della metafisica sono perfino più deboli dei ragionamenti dello svedese circa una sua presunta esperienza nell’oltretomba. Le une e le altre sono argomentazioni prive di riferimenti esperienziali; se accettassimo la semplice coerenza logica come criterio unico e sufficiente di verità, non potremmo distinguere tra realtà e sogno; il riferimento all’esperienza sensoriale deve, al contrario, integrare il criterio della mera conformità al principio di non contraddizione, oltretutto al fine di evitare che la filosofia si snaturi in misticismo.

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