pexolo di pexolo
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Scrive Wittgenstein: «Devo alla grandiosa opere di Frege, e ai lavori del mio amico Russell gran parte dello stimolo al mio pensiero». Tra le principali tesi che Wittgenstein trasse da Russell ricordiamo quella della corrispondenza, o «comune struttura logica», tra linguaggio, pensiero e realtà (la critica di Popper). Leggiamo in Tractatus: «2.2.1. L'immagine ha in comune col raffigurato la forma logica della raffigurazione; 2.2.3. Per riconoscere se l'immagine e vera o falsa dobbiamo confrontarla con la realtà... L'immagine logica dei fatti e il pensiero, 4.0.1.4. Il disco fonografico, il pensiero musicale, le notazioni musicali, le onde sonore, tutti stanno l'uno all'altro in quella relazione di raffigurazione che sussiste tra linguaggio e mondo A essi tutti e comune la struttura logica» La svolta in senso nominalistico, maturata agli inizi degli anni Trenta, comportò, in Wittgenstein l'abbandono della tesi realistica di Russell secondo cui i nomi «stanno» per gli oggetti semplici Inoltre Russell conservo il marcato interesse per l'analisi del linguaggio scientifico mentre Wittgenstein oriento la linguistica al linguaggio comune. Popper si propose di definire, meglio che nel passato, il limite tra la conoscenza metafisica e gli enunciati aventi valore scientifico.

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