pexolo di pexolo
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È da incompetenti e dilettanti ricondurre ogni spiegazione storico-sociale alle sole cause economiche che, infatti, non esauriscono la complessità dei fenomeni culturali. Questi, al contrario, vanno ricondotti al complesso degli «status» (l'onore, il sapere, il prestigio, la forza e la vitalità); la partecipazione a questi valori rende coesi e omogenei i gruppi sociali protagonisti, di volta in volta, della lotta politica e della storia. La collettivizzazione della proprietà privata, voluta dai comunisti, è un'utopia dannosa, che non tiene conto della natura e dei bisogni dell'uomo. Quanto al Positivismo, Weber ne critica la derivazione della metodologia sociologica da quella delle scienze naturali, perché non v'è affinità tra i due ambiti, essendo quello storico-sociale infinitamente più complesso. Nelle scienze naturali il rapporto di causalità tra i fenomeni resta nel quadro dileggi generali necessarie; invece, i fenomeni storici si correlano l'un l'altro in modo peculiare ed irripetibile, consentendo solo giudizi di «possibilità oggettiva». Le nazioni sono comunità di vita, sorte attraverso il processo storico, sulla base di elementi «naturali» di aggregazione, quali il territorio, la lingua, la spiritualità, i costumi; ma il «nocciolo intimo naturale» è la consanguineità, non nel senso strettamente razziale, bensì come conditio sine qua, la confluenza di elementi eterogenei minaccia la coesione e, quindi, la stessa sopravvivenza dell'aggregato nazionale.

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