pexolo di pexolo
Ominide 10532 punti

Il Marxismo è ripensato, da Sartre, alla luce della fenomenologia dell'esistenza, e del tutto ripulito dalla «scolastica staliniana», cioè da implicazioni naturalistico-deterministiche. L'Esistenzialismo recupera il significato del «singolo», rispetto a quello della «classe operaia», e ripristina il carattere di progettualità del lavoro, rispetto agli effetti di costrizione che il collettivismo ha generato nella classe lavoratrice. Naturalmente, l'attenzione di Marx verso i lavoratori è condivisa da Sartre, e il Materialismo dialettico, come lettura della dinamica dei rapporti di produzione all'interno del capitalismo, è una dottrina accettabile, a patto che non le Si voglia conferire una validità metastorica, tale da renderla idonea all'interpretazione di qualunque contesto sociale, in qualunque epoca; il Marxismo è, come analisi del modello borghese capitalistico, un'antropologia efficace, capace di riscattare la dignità umana. Come si veniva facendo negli stessi anni in seno alla Scuola di Francoforte, anche Sartre fa confluire nella filosofia marxiana contributi di origine psicanalitica, focalizzati sul tema della natura sociale delle frustrazioni. L'opera più rilevante del Marxismo esistenzialista è Critica della ragione dialettica, con cui Sartre indaga la dinamica individuo-storia; nel «modo capitalistico della produzione» si ha lo «spaesamento» della gente comune, cui si toglie ciò che sarebbe essenziale al progetto; in sostanza, Sartre identifica con il sistema capitalistico la «realtà mondana» delle «cose di troppo», di cui aveva scritto nelle opere del periodo esistenzialistico.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove