pexolo di pexolo
Ominide 10532 punti

Lo Stato deve lentamente spogliarsi delle proprie prerogative politiche, consegnandole alla gestione diretta della società civile. Ciò sarà possibile dopo aver risolto il problema (contemporaneamente morale ed economico) della trasformazione della proprietà privata in «possesso». Questa teoria dello stato «minimo» evidenzia una propensione anarchicheggiante in Proudhon (che, infatti, si disse anarchico); tuttavia, non si deve intendere che egli condividesse l'anarchismo di Bakunin, il più diffuso verso fine Ottocento. L'anarchismo di Proudhon è nella affermazione della centralità del singolo (ma è temperato dalla considerazione del carattere sociale della gestione politica); è, altresì, evidente nella sua avversione a ogni forma di associazionismo popolare strettamente organizzato in partito (avversione, specialmente, al marxismo): il popolo sa istintivamente cosa vuole e cosa può; gli agitatori di mestiere sono infidi e ipocriti carrieristi; se si rifiuta lo Stato non si vede perché si debbano accettare i partiti, organizzati col medesimo stile coercitivo. Nel modello borghese capitalistico la proprietà privata si è rivelata «madre di tirannide». Non è pertanto corretto associare filosoficamente il concetto di anarchia bakuniano con quello teorizzato da Proudhon.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
I Licei Scientifici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017