pexolo di pexolo
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Popper ha negato la validità, sostenuta da Adorno, dell'applicazione del metodo dialettico alle scienze sociali («Dibattito sul metodo»). Adorno proponeva il Materialismo dialettico come lettura obiettiva di eventi che hanno in sé un'intrinseca negatività; Popper ribatteva che la dialettica non è nelle cose, ma è un modo distorto, della mente, di indagare la realtà. Questo convincimento di Popper poggia sul presupposto della assoluta centralità del principio di non-contraddizione per l'oggettività della conoscenza. Leggiamo in La società aperta e i suoi nemici: «L'importanza della non-contraddittorietà si potrà apprezzare riflettendo che un sistema auto-contraddittorio non fornisce alcuna informazione, perché da esso può derivare qualsiasi conclusione». Il Materialismo dialettico ha correlato il passato e il futuro della storia mediante un reticolo di cause e effetti, per darne una lettura deterministica. Per Popper la storia non ha né significato, né leggi di evoluzione razionalmente evidenziabili. Sulla base della dialettica, Platone, Hegel e Marx, «falsi profeti», hanno immaginato «società chiuse», totalitarie, all'interno delle quali un «sistema ideologico» inibisce la produzione intellettiva: le ideologie delle «società chiuse» sono «totalitarie» perché «non falsificabili». La critica razionale, fondata sul criterio della falsificabilità, smaschera questa subdola ideologizzazione, operante in forza dei valori della «tradizione storica» o a livello di pregiudizio o di inconscio.

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