pexolo di pexolo
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Mounier giudicò che il pensiero di Marx fosse interessante nell'analisi dei guasti dl capitalismo, e tuttavia fosse impoverito dal presupposto filosofico materialistico; un pensiero autenticamente rivoluzionario, orientato alla giustizia, non ha basi adeguate nel materialismo, per questo Mounier sente più affine certo Socialismo filantropico, che non il Comunismo ateo. C. Peguy diceva: “La rivoluzione è morale o non è”; ne deriva a Mounier l'insegnamento che gli obiettivi politici devono essere subordinati a quelli etico-religiosi, e che l'autentico rinnovamento è possibile solo provocando in ciascuno una rigenerazione spirituale (→ Berdjaev). Nelle rivoluzioni comuniste i vincitori si sono abbarbicati al potere (con il crisma della classe che va nel senso della storia) e dopo aver rimosso le ingiustizie dei precedenti regimi non hanno lasciato la libertà agli sconfitti, rigenerando l'ingiustizia. Leggiamo in Manifesto al servizio del Personalismo comunitario: «Ciò che il Comunismo ha di terribile, scriveva Berdjaev sul primo numero di “Esprit”, è la combinazione tra verità ed errore, quest'incrocio di errori radicati a vedute parzialmente giuste e incontestabilmente generose, quest'annessione all'errore di cause dolorose la cui emergenza ci opprime... Il solo fatto che il Marxismo, nella sua reazione polemica all'idealismo, non abbia saputo distinguere materialismo e realismo, mostra quanto ristretta fosse l'immagine che esso ha dell'uomo».

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