pexolo di pexolo
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La ragion di Stato è la norma dell'azione politica scientifica; è lo stile di governo che ottimizza le risorse spirituali e materiali di una nazione; come una ferrea corsia, essa incanala le decisioni dei governanti e i comportamenti dei governati, quasi in una logica deterministica (Realpolitik): «La ragione di Stato consiste nell'aver coscienza del proprio potere e dell'ambiente in cui si esercita, e nel trarre da tale conoscenza le norme dell'operare... Il bene dello Stato e della collettività popolare ne costituiscono il valore e il fine; l'affermazione e l'accrescimento della potenza sarebbero il mezzo assolutamente indispensabile, incondizionatamente necessario, per il conseguimento del fine». Il leader deve educarsi al proprio compito conformandovi la propria umanità, dominando i sentimenti e gli interessi, soffocando affetti e simpatie personali: tutto deve trasfondere nella conquista del bene dello Stato; perciò, la ragion di Stato esige anche elevazione spirituale e dedizione morale al compito superiore. Il bene dello Stato, tuttavia, è sempre fuso, in qualche modo, con l'utile del governante, per cui minaccia sempre di travalicare in strumento utilitaristico; nella ragion di Stato permane un'alternanza di luce e tenebre. Un giusto grado di dialettica è indispensabile, ed è possibile nel modello liberale; pertanto, compito dei governi è trovare l'equilibrio tra gli opposti modelli statuali, favorendo un certo accordo generale tra le classi (con la politica bismarckiana ciò era, in parte, avvenuto).

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