pexolo di pexolo
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In L'idea della ragion di Stato nella storia moderna, Meinecke interpreta la storia attraverso la dialettica tra forza e diritto, riferendosi alle teorie di Machiavelli, Federico II di Prussia, Fichte, Hegel, Treitschke. L'excursus s'avvia da Machiavelli, e si conclude con i massimi rappresentanti dello Storicismo tedesco che, a giudizio di Meinecke, teorizzano un equilibrato rapporto tra cittadini e autorità; tale equilibrio non si ha in Machiavelli, né in Hegel, la cui teoria è sbilanciata sul concetto di Stato etico (in cui la libertà del cittadino è poco più che la libertà della marionetta). Nella dialettica ethos-kratos, mai l'uno è prevalso marcatamente: epoche come la controriformista, caratterizzate dalla religiosità e, formalmente, dall'antimachiavellismo, hanno distribuito abbondantemente morte, più di quanto non sia accaduto in epoche vissute all'insegna della ragion di Stato, spregiudicate ideologicamente (come l'Illuminismo) ma che, in sostanza, hanno meglio assicurato ai cittadini libertà di coscienza e pace religiosa. Gli stati antichi erano carenti di sentimento politico comune e di partecipazione delle cerchie più umili della società; al contrario, nello stato moderno tale partecipazione è presente, ma ha il difetto della scarsa eticità: la differenziazione degli interessi e dei valori si fa eccessivamente articolata, e accende una dialettica virulenta.

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