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Husserl, Edmund - Riduzione trascendentale


Mediante la « riduzione trascendentale » o « epoché », Husserl ha sviluppato la sua indagine fenomenologica. La filosofia deve « mettere tra parentesi » le illusorie realtà empiriche, ed evitare di porsi dal punto di vista del fenomeno psichico o del dato naturale (l'essere-già-dato del mondo) che interferiscono sul disvelarsi dell'essere. Il termine Epoché era usato nell'antico Scetticismo per intendere la sospensione del giudizio dinanzi a cause di turbamento: il filosofo non le nega né le afferma, non le accetta né le rifiuta, e in tale modo consegue l'imperturbabilità. Caratteristica dell'epoché fenomenologica è il non prendere posizione riguardo al mondo, e il porsi dal punto di vista contemplativo; libera dai vincoli della realtà empirica, la coscienza si apre all'ordinamento della realtà ideale, che si disvela come struttura definitiva. La riduzione fenomenologica fa emergere, dall'ordine fenomenico, le essenze pure, correlate alla coscienza; come scrive Husserl in La crisi delle scienze europee: « Grazie all'epoché, lo sguardo del filosofo si rende veramente libero dai vincoli più forti e universali, e perciò più occulti, dai vincoli dell'essere-già-dato del mondo. Questa liberazione equivale alla scoperta della correlazione universale, in sé assolutamente conclusa e autonoma, di mondo e di coscienza del mondo ».
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