pexolo di pexolo
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Horkheimer individua le ragioni socio-politiche per le quali, nel nostro secolo, la scienza è venuta meno alla propria funzione di analisi critica; il benessere che la scienza ha creato non ha migliorato la condizione delle classi subalterne. Gli scienziati hanno accettato il condizionamento borghese alla propria ricerca, e hanno assunto un atteggiamento conservatore anche sul piano epistemologico, identificando il metodo classico con la razionalità tout court; in tal modo, hanno rinunciato alla dialettica caratteristica di ogni corretta metodologia scientifica. La crisi della scienza è solo un momento interno alla crisi generale del processo storico cui la scienza è funzionale; per ciò, può essere compresa solo a partire dalla corretta analisi della situazione sociale. Sarebbe necessario favorire lo sviluppo del “pensiero critico» che orienta i necessari cambiamenti della società; ma tale rigenerazione è ostacolata dal potere, che ha trasformato il pensiero in merce e ha strumentalizzato anche le tendenze di opposizione alla scienza ufficiale: «Accade loro ciò che è sempre accaduto al pensiero vittorioso, che appena esce volontariamente dal suo elemento critico per diventare uno strumento al servizio di una realtà, contribuisce senza volerlo a trasformare il positivo che si è scelto in qualcosa di negativo e di esiziale».

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