pexolo di pexolo
Ominide 10532 punti

Il discorso sull'essere, avviato da Platone, si propone come chiarimento del senso della vita e della storia; ma la metafisica è un equivoco, tutto un fraintendimento: non si tratta di aggiustarne la metodologia; con qualunque metodo la si sviluppi, resta un discorso su nulla. Nietzsche lo capì e ne smascherò l'origine: il bisogno tragico ma spiegabile (« troppo umano! ») di rifiutare nulla, esorcizzando, perfino, il concetto che non esistano certezze. L'Esistenzialismo libera l'uomo non solo da ogni Rivelazione, ma dal bisogno stesso di Rivelazione, e lo orienta a ciò, soltanto, che si trova sul percorso della esistenza. La filosofia non ha effetti spendibili in termini di utilità, non è attuale, non aiuta a capire le vicende umane (anzi, ne complica la lettura); è il « theorein » della piccola cerchia degli specialisti, estraniatisi dalla « quotidianità »; proprio tale condizione rende la filosofia l'attività più libera possibile all'essere umano. Il senso dell'essere è, sì, presente alla coscienza, ma solo come « cifra », presenza misteriosa; anche quando si rivela all'uomo, l'essere non e mai « alétheia » (nell'etimologia greca = « discoprimento ») perché eccede l'ente e gli si sottrae. L'esistenzialismo osa mettere in luce l'essere dell'esserci (per quanto terribile sia) come «essere per il nulla ».

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Contemporanea?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove