pexolo di pexolo
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È l'orientamento filosofico fondato da Heidegger, negli anni Trenta; per l'originalità dei singoli suoi esponenti, le conclusioni cui l'Esistenzialismo è pervenuto sono disparate; comunque, sono comuni i riferimenti alla Fenomenologia di Husserl e al pensiero di Kierkegaard. Nell'Esistenzialismo non si riconosce all'essenza il primato che l'Idealismo le aveva conferito, e l'esistenza diventa il tema centrale; s'indaga, prevalentemente, l'« esserci » (l'esistenza umana singola, nel suo rapporto col « mondo »). L'uomo non è il protagonista della storia; al contrario, è individuo che vive la « quotidianità » in forma « inautentica ». La consapevolezza filosofica della umana condizione di finitezza bruciante: solo se l'uomo accetta di essere estraneo al mondo, di rinunciare a ogni velleità di dominio sulle cose e a ogni garanzia di universalità del sapere (solo se rinuncia a ogni consolazione teologico-metafisica) si approssima alla comprensione dell'essere. L'uomo ignora, ed e ignorato dalla realtà il suo progettarsi non va in nessuna direzione, ricade sull'autore, sul « nulla nullificante ». E chiaro che una tale concezione ribalta la tradizione filosofica occidentale che, pur nella varietà delle sue forme e con pochissime eccezioni, aveva riconosciuto il valore e la costruttività della conoscenza e dell'azione umana.

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