pexolo di pexolo
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Le istituzioni statuali nascono da un'esigenza spirituale, interna all'uomo, ma realizzano tale esigenza in modo parziale ed approssimativo, dovendo tradurre in forme esteriori (diritto) la tensione ideale che le ispira (morale). In tale mai compiuta adeguazione la filosofia ha una funzione (nell'ambito dello Stato etico, che incarna l'idea di nazione) del medesimo tipo che Fichte indicava in La missione del dotto. Lo Stato ha legittimazione, appunto, da tale eticità («L'eticità è il suggello della sostanzialità e spiritualità dello Stato») e non può essere inteso come uno strumento per il conseguimento di valori civili e personali (come, invece, nel Liberalismo). Leggiamo in Lineamenti della filosofia del diritto: «Lo Stato non è uno strumento, una cosa, ma ha in sé quel divino che è l'essenza della vita morale e di tutta la vita spirituale: la libertà; ed è, perciò, originariamente morale, e vive come spirito, che sara più o meno morale, ma tende ad essere assolutamente morale. Tendenza è la stessa sua essenza». Gentile considera Hegel l'iniziatore di tale concezione dello Stato. Il sentimento artistico è la modalità individuale immediata, che si evidenzia attraverso materiali tecnici; non è spiegabile dai critici dell'arte, né riconducibile a canoni ripetibili (Gentile deriva tali teorie dall'estetica romantica).

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